
| La democrazia vale più di 400 milioni di euro... La battaglia per il referendum non è questione di soldi ma di democrazia. Per una volta ha ragione la Lega. Quello che non si sa, neppure la Littizzetto (da quando i giullari sono diventati maestri di pensiero?) è che il referendum, se passasse, significherebbe semplicemente la fine della democrazia e l’istituzione del bi partitismo perfetto, cioè un governo pubblico gestito in tutta tranquillità da Berlusconi e D’Alema o chi per lui. Perché l’abolizione della minima quota proporzionale alla camera e il premio di maggioranza al partito che ha più voti portano di fatto alla possibilità di espellere dalle coalizioni gli ultimi due partiti rimasti, Di Pietro e la Lega, appunto. Non si tratta di difenderli, il fatto è che se rimane il sistema attuale, peraltro ingiusto, i due partiti maggiori, Pd e Pdl, devono mantenere aperto il dialogo con le organizzazioni minori, anche quelle adesso fuori dal parlamento. E probabilmente il Pd dovrà rivedere gli indirizzi generali e ripensare ad un allargamento della coalizione. Con la possibilità per la sinistra di continuare ad esistere nelle istituzioni... Invece gli italiani stanno subendo una disinformazione preoccupante perché li si convince che è giusto risparmiare qualche milione senza dir loro che però, così facendo, si troveranno ben presto governati da un duopolio centrista che farà soprattutto gli interessi dei poteri forti e degli industriali. Non a caso la Marcegaglia si è subito distinta nel puntare il dito contro lo spreco. C’è solo da sperare che per risparmiare qualche milione di euro i nostri concittadini non si facciano di nuovo turlupinare da quelli che i propri interessi li sanno difendere con molta scaltrezza e che ricordino che i primi a sprecare risorse pubbliche sono proprio gli imprenditori che fanno a gara nell’evadere le tasse privando i loro concittadini di miliardi di euro e non di milioni. Enrico Moriconi. | |||
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