CHIVASSO - RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO QUESTA LETTERA DEL PROF. CARLO FONTANA.
Non ho partecipato al convegno di ieri a Chivasso sulla ferrovia Torino-Chivasso-Aosta perché pensavo che sarebbe stato solo un'inutile parata di politici e puntualmente ne ho avuto la riprova dal servizio pubblicato su Notizie alla Ribalta: http://www.ribalta.tv/spe.asp?id=491&page=1 Sono mancati i punti fondamentali richiesti dalla volontà politica di un'analisi seria del problema e della sua soluzione.
1 La solita NON assunzione di responsabilità per cui sembra che la Lunetta sia figlia del caso e non di precise scelte a livello nazionale (Governo Prodi), Regionale (giunta Bresso del Piemonte e giunta Caveri e Rollandin) e comunale (giunta Grijuela di Ivrea).
2 La mancanza di concretezza anche nel NON adottare anche le poche soluzioni immediate a costo zero per ridurre i trasbordi: per esempio da Brescia a Pré Saint Didier occorrono ben 5 treni (Brescia-Vercelli, Vercelli-Chivasso, Chivasso-Ivrea, Ivrea-Aosta, Aosta-Pré Saint Didier). Se ne potrebbero togliere da subito 2: assegnando la fermata dei treni Frecciabianca ESCity Venezia-Milano-Torino a Chivasso si eviterebbe il cambio a Vercelli; facendo proseguire i treni diesel Ivrea-Aosta a Pré Saint Didier si toglierebbe un altro trasbordo.
3 Si continua a pensare alla ferrovia come ad un mezzo che deve funzionare meno peggio per i pendolari e non come ad una vera alternativa economicamente e ambientalmente più sostenibile dell'auto: per questo manca la reale volontà di investire e una visione moderna di come dovrebbe essere una ferrovia di questo genere.
4 Nonostante un fumoso riconoscimento della necessità di pianificazione generale del trasporto pubblico, proprio non si riesce a vedere che la ferrovia Torino-Chivasso-Aosta non è un corpo autonomo ma un'arteria del sistema trasportistico Torino-Milano incastonata nel nodo ferroviario di Chivasso, un nodo ferroviario che non è in grado di assolvere al ruolo di interscambio tra questa linea (e le altre che vi convergono) con l'asse Torino-Milano. Tutto il sistema Torino-Milano è incapace di rispondere alle esigenze trasportistiche del territorio e la sua crisi non può non condizionare la Chivasso-Aosta. In calce analizzo nello specifico il problema e la sua soluzione, anche in relazione alla ferrovia per Aosta.
5 Si continua a girare intorno al problema delle risorse e ci si dimentica che il ragionamento deve essere più ampio e non solo limitato alla Chivasso-Aosta.Perché non si ha il coraggio di rispondere a questa domanda: Che cosa vogliamo? Spendere 20 miliardi per realizzare la nuova linea Torino-Lione per ipotetici traffici tutti sulla carta (oggi i passeggeri riempiono appena quattro treni e quattro autobus, mentre il traffico merci si riduce) oppure investirne un decimo per realizzare un trasporto ferroviario strategico ed efficiente dove la domanda di mobilità è reale ed altissima, rendendo di livello europeo e non da terzo mondo la mobilità (e di conseguenza l'economia) dell'asse Torino-Milano e della importante diramazione Chivasso-Ivrea-Aosta?
La vera soluzione al problema nella sua globalità:
Le esigenze di trasporto nel territorio della Pianura Padana fra Torino e Milano sono altissime, perché in150 km è concentrata una popolazione di circa 3 milioni di abitanti con un elevatissimo indice di spostamenti interni e verso i due estremi di Torino e Milano.
Servirebbero:
1) un servizio ferroviario metropolitano con treni ogni 15 minuti e fermate frequenti (ogni km in area urbana e ogni 2/3 km in area suburbana) specialmente nei tratti Torino-Chivasso-Santhià/Ivrea e Novara-Milano;
2) un servizio ferroviario di metropolitana veloce Torino-Milano con treni ogni 30 minuti e fermate a Chivasso, Santhià, Vercelli, Novara e Rho Fiera di Milano, che sono i nodi dove confluiscono anche le linee da Ivrea-Aosta, Biella, Casale, Arona, Domodossola, Varese, ecc.;
Le due linee attuali (quella storica e quella ad Alta Velocità) non permettono di attuare questo servizio, perché quella storica è intasata a tal punto che non tollera nemmeno la metà dei treni che servirebbero perché il servizio metropolitano (peraltro inadeguato non solo come frequenza ma anche per l'eccessiva distanza delle fermate) intralcia quello regionale veloce con l'effetto di continui ritardi a catena e treni sovraffollati all'inverosimile. La linea ad Alta Velocità rimane invece inutilizzata con meno di 10 coppie di treni al giorno e non dà nessun contributo alla mobilità tra Torino e Milano.
La soluzione non può essere che distribuire il traffico tra le due linee esistenti in modo da utilizzare maggiormente la linea ad Alta Velocità (definita anche ad Alta Capacità per essere stata progettata per 300 treni al giorno) e da decongestionare la linea storica.
Questo è possibile costruendo una stazione in linea sull'Alta Velocità/Capacità nel Comune di Chivasso e realizzando un raccordo tra la linea storica e l''Alta Velocità/Capacità a Est di Novara: così si può istituire una metropolitana veloce Torino-Milano che ferma nella stazione AV/AC di Chivasso, esce dalla linea AV/AC prima di Santhià (raccordo già esistente), percorre la linea storica fermando a Santhià, Vercelli, Novara, rientra sulla linea AV/AC dopo Novara, ferma nella stazione AV/AC già esistente a Rho-Fiera Milano.
Il collegamento tra la stazione storica di Chivasso e la nuova stazione AV/AC si può effettuare spostando ad Est di Chivasso il tracciato della ferrovia Chivasso-Montanaro (da raddoppiare fino ad Ivrea) e realizzando una fermata di interscambio nel punto di incrocio con la nuova stazione AV/AC.
La linea storica nei tratti Torino-Chivasso-Santhià e Novara-Milano sarebbe così libera di ospitare un servizio metropolitano con treni ogni 15 minuti e fermate frequenti (ogni km in area urbana e ogni 2/3 km in area suburbana). I treni metropolitani Torino-Chivasso proseguirebbero alternativamente verso Santhià e verso Ivrea, garantendo in quest'ultimo caso la coincidenza nella stazione AV/AC di Chivasso con i treni della metropolitana veloce Torino-Milano.
I vantaggi sono enormi:
1) creazione di un vero servizio metropolitano Torino-Chivasso-Ivrea/Santhià e Novara-Milano su binari liberi da interferenze con il traffico più veloce interregionale, con caratteristiche di vera metropolitana (passaggi ogni 15 minuti e fermate frequenti);
2) creazione di una metropolitana veloce Torino-Milano con treni ogni mezz'ora e velocità commerciale elevata (si passerebbe dai 70 kmh di oggi a 100 kmh);
3) raddoppio dell'offerta di posti a sedere, dimezzamento dei tempi di attesa dei treni, aumento della regolarità del servizio;
4) strutturazione di un servizio cadenzato a pettine in cui i nodi di Chivasso, Santhià, Vercelli, Novara e Rho Fiera di Milano raccolgono agevolmente il traffico diretto a Torino e Milano da Ivrea-Aosta, Biella, Casale, Arona, Domodossola, Varese, ecc.;
5) eliminazione di una diseconomica sovrapposizione dei servizi di autobus a quelli ferroviari sulle tratte Torino-Chivasso-Ivrea/Santhià e Novara-Milano;
6) realizzazione di una stazione di porta a Chivasso presso il casello di Chivasso Est in un punto di confluenza di tutte le maggiori strade del Canavese, del Monferrato e del Vercellese per un facile interscambio ferro-gomma, che oggi è impossibile perché la stazione di Chivasso si trova nel centro storico ed è di difficile accesso viario;
7) realizzazione di un servizio di trasporto pubblico efficiente e concorrenziale all'auto in un contesto (quello della Pianura Padana fra Torino e Milano) caratterizzato da un elevatissimo inquinamento, di cui il traffico automobilistico è uno dei maggiori responsabili;
8) utilizzo reale della linea AV/AC Torino-Milano costata oltre 10 miliardi di euro e oggi sottoutilizzata;
9) ottimizzazione delle infrastrutture ferroviarie per il rilancio economico di un'area produttiva (il triangolo Torino-Ivrea-Milano) oggi in forte crisi: non ha senso collegare questa zona all'Europa se poi non si garantisce la mobilità al suo interno.
Naturalmente non ci sarebbe nessuna interferenza con i treni Frecciarossa Torino-Milano sia perché possono tranquillamente superare i treni della metropolitana veloce mentre questi percorrono la linea storica Santhià-Novara, sia perché resta un numero elevatissimo di tracce libere anche per triplicare l'attuale numero di Frecciarossa.
Servirebbero:
1) un servizio ferroviario metropolitano con treni ogni 15 minuti e fermate frequenti (ogni km in area urbana e ogni 2/3 km in area suburbana) specialmente nei tratti Torino-Chivasso-Santhià/Ivrea e Novara-Milano;
2) un servizio ferroviario di metropolitana veloce Torino-Milano con treni ogni 30 minuti e fermate a Chivasso, Santhià, Vercelli, Novara e Rho Fiera di Milano, che sono i nodi dove confluiscono anche le linee da Ivrea-Aosta, Biella, Casale, Arona, Domodossola, Varese, ecc.;
Le due linee attuali (quella storica e quella ad Alta Velocità) non permettono di attuare questo servizio, perché quella storica è intasata a tal punto che non tollera nemmeno la metà dei treni che servirebbero perché il servizio metropolitano (peraltro inadeguato non solo come frequenza ma anche per l'eccessiva distanza delle fermate) intralcia quello regionale veloce con l'effetto di continui ritardi a catena e treni sovraffollati all'inverosimile. La linea ad Alta Velocità rimane invece inutilizzata con meno di 10 coppie di treni al giorno e non dà nessun contributo alla mobilità tra Torino e Milano.
La soluzione non può essere che distribuire il traffico tra le due linee esistenti in modo da utilizzare maggiormente la linea ad Alta Velocità (definita anche ad Alta Capacità per essere stata progettata per 300 treni al giorno) e da decongestionare la linea storica.
Questo è possibile costruendo una stazione in linea sull'Alta Velocità/Capacità nel Comune di Chivasso e realizzando un raccordo tra la linea storica e l''Alta Velocità/Capacità a Est di Novara: così si può istituire una metropolitana veloce Torino-Milano che ferma nella stazione AV/AC di Chivasso, esce dalla linea AV/AC prima di Santhià (raccordo già esistente), percorre la linea storica fermando a Santhià, Vercelli, Novara, rientra sulla linea AV/AC dopo Novara, ferma nella stazione AV/AC già esistente a Rho-Fiera Milano.
Il collegamento tra la stazione storica di Chivasso e la nuova stazione AV/AC si può effettuare spostando ad Est di Chivasso il tracciato della ferrovia Chivasso-Montanaro (da raddoppiare fino ad Ivrea) e realizzando una fermata di interscambio nel punto di incrocio con la nuova stazione AV/AC.
La linea storica nei tratti Torino-Chivasso-Santhià e Novara-Milano sarebbe così libera di ospitare un servizio metropolitano con treni ogni 15 minuti e fermate frequenti (ogni km in area urbana e ogni 2/3 km in area suburbana). I treni metropolitani Torino-Chivasso proseguirebbero alternativamente verso Santhià e verso Ivrea, garantendo in quest'ultimo caso la coincidenza nella stazione AV/AC di Chivasso con i treni della metropolitana veloce Torino-Milano.
I vantaggi sono enormi:
1) creazione di un vero servizio metropolitano Torino-Chivasso-Ivrea/Santhià e Novara-Milano su binari liberi da interferenze con il traffico più veloce interregionale, con caratteristiche di vera metropolitana (passaggi ogni 15 minuti e fermate frequenti);
2) creazione di una metropolitana veloce Torino-Milano con treni ogni mezz'ora e velocità commerciale elevata (si passerebbe dai 70 kmh di oggi a 100 kmh);
3) raddoppio dell'offerta di posti a sedere, dimezzamento dei tempi di attesa dei treni, aumento della regolarità del servizio;
4) strutturazione di un servizio cadenzato a pettine in cui i nodi di Chivasso, Santhià, Vercelli, Novara e Rho Fiera di Milano raccolgono agevolmente il traffico diretto a Torino e Milano da Ivrea-Aosta, Biella, Casale, Arona, Domodossola, Varese, ecc.;
5) eliminazione di una diseconomica sovrapposizione dei servizi di autobus a quelli ferroviari sulle tratte Torino-Chivasso-Ivrea/Santhià e Novara-Milano;
6) realizzazione di una stazione di porta a Chivasso presso il casello di Chivasso Est in un punto di confluenza di tutte le maggiori strade del Canavese, del Monferrato e del Vercellese per un facile interscambio ferro-gomma, che oggi è impossibile perché la stazione di Chivasso si trova nel centro storico ed è di difficile accesso viario;
7) realizzazione di un servizio di trasporto pubblico efficiente e concorrenziale all'auto in un contesto (quello della Pianura Padana fra Torino e Milano) caratterizzato da un elevatissimo inquinamento, di cui il traffico automobilistico è uno dei maggiori responsabili;
8) utilizzo reale della linea AV/AC Torino-Milano costata oltre 10 miliardi di euro e oggi sottoutilizzata;
9) ottimizzazione delle infrastrutture ferroviarie per il rilancio economico di un'area produttiva (il triangolo Torino-Ivrea-Milano) oggi in forte crisi: non ha senso collegare questa zona all'Europa se poi non si garantisce la mobilità al suo interno.
Naturalmente non ci sarebbe nessuna interferenza con i treni Frecciarossa Torino-Milano sia perché possono tranquillamente superare i treni della metropolitana veloce mentre questi percorrono la linea storica Santhià-Novara, sia perché resta un numero elevatissimo di tracce libere anche per triplicare l'attuale numero di Frecciarossa.
Cordiali saluti
Carlo Fontana

2 commenti:
Caro Carlo,
io ho partecipato e sono stato molto sorpreso della tua mancanza, conoscendoti e conoscendo la tua profonda competenza in materia. Avresti potuto senz'altro dire la tua e la tua parola sarebbe stata di certo molto ben accolta in quella platea che ha visto la solita sfilata di politici e portaborse. Forza e coraggio...devi uscire allo scoperto !!! Un caro saluto da Giancarlo Francone
Se io mi fossi limitato a partecipare al convegno come pubblico, visto che non sono stato invitato ufficialmente, il mio intervento sarebbe rimasto una mera sollecitazione dalla platea, ignorata non solo dai politici e portaborse ma anche dagli organi di informazione nel resoconto del convegno. Ho scelto invece la pubblica protesta contro chi ha organizzato quel convegno, protesta che tutti i cittadini possono leggere su Periferia, Voce, sul sito di Ribalta tv, vedere su Rete Canavese, su questo sito ecc. La mia posizione è quindi di pubblico dominio e molto più allo scoperto di un intervento fra i tanti dalla platea del convegno. I cittadini avranno così modo di riflettere sul perché non sono stato invitato ufficialmente da relatore ad un convegno cui avrei potuto dare il contributo della competenza che la tua stima, di cui ti ringrazio, mi riconosce. Con altrettanta stima ed affetto. Carlo
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