NO governi tecnici! La Sinistra chieda unita le elezioni anticipate...

Come volevasi dimostrare, Berlusconi cade e i mercati banchettano sui nostri conti con la complicità della Banca Centrale Europea.  Abbiamo nel mondo l'unica banca centrale che non acquista i titoli alla fonte, una lucida follia che ha portato il nostro paese, questa mattina, a superare la soglia fatidica del 7% sui btp. L'Italia adesso è nelle stesse condizioni della Grecia, e non è forse un caso che tutto questo avviene nello stesso giorno in cui la missione della Commissione Europea arriva in Italia. Ci possono essere vari modi di rispondere a questo attacco speculativo che rischia di produrre dirette conseguenze sul piano politico. La prima è quella sciagurata di proporre un governo tecnocratico con tutti dentro, un governo  che di fatto appoggi le direttive di chi ha permesso nel giro di pochi mesi di portare il nostro paese al disastro.
La seconda invece è quella di ridare al nostro popolo la possibilità di scelta immediata, di sciogliere le camere e andare al voto. La sinistra si riappropri del significato nobile della parola 'responabilità', usata e abusata in questi mesi per giustificare scelte devastanti dal punto di vista economico e sociale, e sia unita in questa fase. Sia unita e compatta nel chiedere di andare subito al voto per ridare la parola ai cittadini, vittime incolpevoli di un sistema che risponde solo a speculatori e padroni. E al voto ci si va con trasparenza, senza ambiguità. La gente ha il diritto di sapere quale sarà il programma del prossimo governo e di conseguenza scegliere tra chi vuole sostituire la nostra Costituzione con le lettere scritte col nostro sangue e chi invece vuole difenderla fino in fondo, mantenendo inalterati quei principi alla base di una giustizia sociale che il bipolarismo neoliberista sta massacrando in Italia e in Europa. Non è più il tempo dei giochetti, qui si tratta della vita di milioni di persone.
controlacrisi.org 

1 commento:

Anonimo ha detto...

Le considerazioni che ho appena letto sono ragionevoli in un momento ordinario. Il momento che stiamo vivendo non lo è: il Portogallo e l'Irlanda hanno tollerato un livello analogo dei tassi di interesse per poche settimane, prima di doversi mettere sotto l'ala del Fondo monetario internazionale in maniera assai piu stringente di ciò che sta accadendo a noi, ovviamente salvo dichiarare bancarotta (con la grossa differenza che se dichiara bancarotta l'Italia, 2-3° debito pubblico mondiale, precipiterà in recessione l'intero continente europeo trascinato da fallimenti a catena nel sistema bancario e conseguentemente in quello manifatturiero con i relativi problemi di disoccupazione di massa connessi; aggiungerei che probabilemente causerebbe la fine della moneta unica e dell'integrazione europea. Quando la casa comune bruccia è inutile che i due capi famiglia si interroghino su chi ha la legittimazione (democratica) di andare a prendere l'acqua..."muovete il culo e andate tutti a spengnere", sarebbe la considerazione più saggia. Ma pare che la politica, neppure a livello extraparlamentare, sia cosciente dei pericoli della situazione, intenta com'è a pensare alle elezioni. Intanto la casa comune brucia...
Andrea D.