Luoghi comuni duri a morire...

RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO.
CHIVASSO/ITALIA - I luoghi comuni sono duri a morire. In particolare quando si parla della cosiddetta "pulizia dei fiumi", a ridosso di periodi di piovosità intensa o superiore alla media come è avvenuto nei giorni scorsi. Mi riferisco in questo caso ad un articolo apparso sul settimanale "La nuova Periferia" di Chivasso che a tutta pagina titola "Basta salvare alberi e uccelli: ora lasciateci pulire il nostro fiume". Sembra essere tornati al 1994, ai tempi della grande alluvione, e poi ancora in quella del 2000. Un collage delle consuete banalità che si sentono dire ciclicamente a proposito delle presunte manutenzioni dei corsi d'acqua, in particolare nei pressi di opere pubbliche come ponti, strade, ferrovie, ecc. Si continuano a tirare in ballo le presunte colpe degli ambientalisti. Sarebbero loro i cattivoni che impediscono di estrarre ghiaia e di raccogliere la legna che si deposita lungo i corsi d'acqua. Tutto il contrario di come facevano "i nostri vecchi 50 o 6o anni fa, che con pochi soldi si scaldavano tutto l'inverno" con la legna recuperata al Po... Una sequela di luoghi comuni messi li' apposta per creare confusione, come se non ce ne fosse già abbastanza. Gli autori di queste amenità forse pensano che a governare questo strano paese ci siano verdi, Legambiente e Greenpeace... Se cosi' fosse probabilmente la gestione delle politiche idrogeologiche, e non solo quelle, sarebbero di ben altro spessore e prospettiva. Peccato che la realtà sia completamente diversa, e che anche in questo settore la parola d'ordine sia quella delle gestione delle emergenze. I fiumi ed i torrenti sono sempre piu' racchiusi entro i loro minimi spazi vitali perchè a distanze di non-sicurezza si è da decenni preferito edificare e cementificare. Le tanto amate cave richiamate anche nell'articolo in questione,  molto diffuse nei tratti del Po nel chivassese e nel vercellese fino ad alcuni anni fa, sono in realtà fra le cause principali dell'attuale sconvolgimento dei corsi d'acqua. Inoltre le politiche di tagli che hanno colpito anche le autorità di governo dei fiumi, si fanno sentire in tutta evidenza nelle occasioni legate a fenomeni atmosferici particolarmente intensi. Ma queste considerazioni pare non interessino chi intende ricercare dei presunti "colpevoli" a ogni costo e ad ogni allagamento o alluvione. Non sta scritto da nessuna parte che gli ambientalisti siano contrari a delle serie regimazioni e manutenzioni dei corsi d'acqua, in particolare nei pressi di infrastrutture importanti, come nel caso del ponte sul Po di Crescentino, chiuso per alcune ore a livello precauzionale in occasione delle ultime forti piogge dei giorni scorsi. Eppure si preferisce continuare sulla solita falsariga dell'ambientalista miope ed ottuso che tiene in maggior considerazione un albero o un airone invece di un umano. Probabilmente è piu' facile scrivere degli articoli cosi' che fare delle inchieste su come erano realmente i fiumi 60 o 60 anni fa e come lo sono oggi...
Sabbiolino.

3 commenti:

Gianni B ha detto...

il tipo che firma questi articoli non è nuovo a certe idiozie trite e ritrite, i luoghi comuni sugli ambientalisti sono alimentati da questi aricoli privi di professionalità.
Gianni B.

Anonimo ha detto...

Sono completamente d'accordo. Un giornale abdica alla propria funzione con certi titoli.
A.D.

luposelvatico ha detto...

E poi, bisogna anche dire che non ci son più le stagioni di una volta...:-)))