Un anno fa moriva sotto i colpi di una pistola camorrista, Angelo Vassallo.
Il Sindaco-pescatore, quello che in un sud abbandonato dallo Stato e dalle Istituzioni, era riuscito a riportare il suo comune su binari di legalità e sviluppo, dimostrando che anche al sud è possibile coniugare progresso e legalità, rispetto dell'ambiente e futuro, buona amministrazione e benessere.
Vorrei con queste righe ricordarlo, e manifestare la vicinanza ai suoi amici e familiari, in questo giorno triste di memoria.
A Chivasso è nato un presidio di Libera, intitolato a Vassallo e proprio qualche mese fa, grazie al lavoro delle forze dell'ordine, il marcio dellapresenza 'ndranghetista è emerso dal quieto vivere che lo copriva, tra collusioni politiche, ciechi istituzionali, interessi sotterranei.
La vigilanza deve restare alta e non limitarsi a dichiarazioni di principio, intitolazioni di piazze, vuota retorica.
Trasparenza amministrativa, partecipazione della cittadinanza, scelte chiare e di lungo respiro sono i punti indispensabili per sradicare la malapianta della corruzione e della criminalità organizzata presente, oramai indiscutibilmente, nel nostro territorio.
E la figura di Vassallo, di un amministratore che ha come punto di riferimento il benessere dei suoi cittadini e la legalità, deve essere il riferimento di tutti coloro che si impegnano nella vita pubblica. Non è più possibile accettare dei "non sapevo" "non me ne sono accorto". Chi si candida alla gestione delle Amministrazioni pubbliche si assume delle responsabilità non solo penali nei confronti dei cittadini, e se con il suo comportamento o con le sue omissioni permette alla malavita di prosperare deve andarsene. Per il bene comune.
Massimo Zesi
Federazione della Sinistra - Rifondazione Comunista

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