La "retromarcia nucleare" serve solo per depotenziare i Referendum du giugno...

La retromarcia del governo sul nucleare denota l’assoluta inaffidabilità di questo esecutivo rispetto ai bisogni reali del paese. Se fino all’altro giorno il ritorno all’atomo era la panacea a tutti i mali italiani, ecco in meno di due settimane, un’inversione totale del senso di marcia dei nuclearisti.
La verità che sta dietro a questa scelta è chiara e semplice: vista la crescente mobilitazione in vista del referendum del 12 e 13 giungo, in materia nucleare, acqua e legittimo impedimento e, tenendo conto dei sondaggi che danno il quorum abbondantemente superato, la paura di fallire ha governato la scelta.
Non ci fidiamo di questo governo, e abbiamo visto come si sia impegnato fino ad oggi ad osteggiare quel fantomatico voto popolare di cui tanto parlano ministri e politici in ogni intervento. Se sull’acqua il silenzio è stato calato fin da subito, sul nucleare, complice la tragedia di Fukushim,a non è stato possibile, generando una coscienza diffusa sul vero aspetto dell’energia padrona.
La difesa del nostro futuro passa attraverso la difesa dei territori e dei beni comuni. Dobbiamo avere la forza di non smobilitare perché la parola fine non è stata ancora scritta.
Nel giorno in cui ricorderemo globalmente la tragedia di Chernobyl scendiamo in piazza in tanti, ancora più uniti sotto lo slogan nucleare mai più!, sapendo che siamo i soli a poter scrivere la parola fine al nucleare.

Con questa consapevolezza,ribadiamo l'importanza della manifestazione aTrino il 23 Aprile,alle ore 14.30 in piazza Garibaldi.

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