...domandi scusa agli insegnanti

Presidente Berlusconi,
domandi scusa agli insegnanti. Lei continua ad accusarli di “inculcare principi lontani dalla famiglia”e lo fa con l’evidente atteggiamento di chi non conosce la professione.  Da trentasette anni insegno e non inculco. Insegno i principi del vivere correttamente che hanno origine dal rispetto dell’altro: qualunque altro. Sia giovane “gnocca” o antica zitella, uomo o donna, ricco o povero, migrante o no. Insegno gli articoli della Costituzione e le regole della convivenza, essenziali per sedere uno accanto all’altro, ore e ore, con opinioni diverse, senza insultarsi o aggredirsi. Insegno che al mondo esistono punti di vista diversi e che vanno tenuti in conto, insegno che le maggioranze non devono diventare boriose e arroganti  e che la vera democrazia rispetta il diverso, l’isolato e  la minoranza. Insegno che, quando si sbaglia, si ammette l’errore, assumendosi la responsabilità dei propri sbagli senza minimizzare , millantare o mentire. Insegno che c’è differenza tra la verità dei fatti e la falsità, ma che c’è sempre tolleranza fino a quando gli altri non soffrono per causa nostra. Poi interviene e deve intervenire un giudizio esterno a compiere giustizia. Potrei continuare così, ma temo di annoiarla. I miei allievi invece, quando faccio lezione, non si annoiano e con la mente vanno subito alla realtà dei fatti , alle persone che vedono alla televisione, nei vari programmi dove non si rispettano i turni di parola che io pretendo da loro,dove non sono tenute in conto  le opinioni diverse o non ci si rende conto dell’unicità che c’è in ogni persona. Le loro faccine stupite sono eloquenti. Nella chiara lucidità che c’è in ogni bambino,  mi guardano con i loro occhi  sgranati e esprimono il loro stupire che esce in qualche frase, spesso, troppo cinica per la loro giovane età. Sogno per loro un mondo diverso e un presidente diverso, per poter indicare un modello, una via che difficilmente trovo nella politica. Continuerò a insegnare in questo modo sicura di non aver inculcato nulla, perché, tra gli altri, avrò indicato un principio: l’assoluta libertà di scelta. A loro dico sempre di imparare bene e di studiare molto, poi, da grandi potranno decidere le cose importanti, come chi votare e chi scegliere come guida per la loro nazione. Sono sicura di non aver inculcato nulla, ma di aver insegnato sempre. La saluto pregandola di parlare di cose che conosce e di non usarci come per brandire uno scudo difensivo che non le fa onore , nemmeno in questa occasione.
maestra Anna Andorno

6 commenti:

Unknown ha detto...

Una lettera che dovrebbe essere considerata il manifesto degli insegnanti. Sarebbe proprio il caso di farne un manifesto esposto alla lettura dei cittadini.
Mauro

Anonimo ha detto...

ci si aspetterebbe di trovare più commenti. Quest'uomo, ma soprattutto la sua cricca, stanno sfasciando tutto, contando sul silenzio degli onesti.
Non abiate tiore di ripetere cose ovvie.Non pensate: certo, sono d'accordo, ma non vale la pena dirlo. Gridatelo forte, ovunque vi troviate, il vostro dissenso da questo rischio assai concreto di definitiva fuoriuscita dalla democrazia. Una fuoriuscita che inizia sempre dalla distruzione della scuola pubblica, come ben sapeva Calamandrei.Ermanno

SILVIO ha detto...

E' vero, questa testimonianza dovrebbe trasformarsi in un manifesto da affiggere su tutti i muri di questo povero paese. Il danno culturale inferto dal prostatico di Arcore è incalcolabile, forse irreparabile. Ma credo sia bene ricordare a tutti, specie a sinisra, che anche prima le cose non è che andassero proprio bene... Quanti insegnanti elementari, quanti professori di ogni ordine e grado erano e sono veramente in grado d fare il loro delicato lavoro? Sicuramente la gran parte. Ma è bene ricordare che nella scuola esiste anche una certa, non trascurabile, percentuale di docenti che arrecano piu' danno che profitto ai ragazzi a cui "insegnano". Eppure quando una famiglia ha la disgrazia di beccare un'insegnante di questo genere, sono tutti cazzi suoi... Dalla scuola, intesa come istituzione, nessun aiuto, al massimo un po' di (innocuo) ascolto. Poi niente. L'insegnante in questione che anziche' insegnare per diversi anni passa il tempo a scaldar la seggiola, continua a far danni e ad esser retribuita come gli alri insegnanti che fanno il loro dovere. Risultato? Ragazzi pieni di lacune da colmare, con costose ripetizioni private a pagamento presso altre insegnanti (rigorosamente in nero...), e la sfiducia nella scuola pubblica che avanza. Questa è la situazione che sto vivendo da quando mia figlia frequenta le elementai in un scuola del chivassese... Per cui, certo facciamo pure i manifesti contro il puttaniere di Arcore e la sua ministra ignorante, ma mandiamo a casa gli insegnanti inetti o facciamogli fare un alro mestiere meno nocivo per i nostri bambini.
silvio g.

Gino ha detto...

Anna, sei grande.

anna andorno ha detto...

Cari amici,
permettetemi di chiamare così chi è stato attento al mio messaggio.Vi conosco, alcuni no, ma condivido tutto quello che avete scritto.Anche l'appello per mandare a casa chi fa danni nella scuola, per primi gli insegnanti non competenti. E' troppo delicato il lavoro per lasciarlo all'improvvisazione.Sostengo da tempo che la scuola si riforma non con grandi mosse, ma con la proclamazione di pochi principi, sanciti anche dalla nostra costituzione.Primo deve essere garantito il diritto all'istruzione e all'educazione, all'ugualianza, alla tolleranza, al paesaggio e all'ambiente, alla salute e al lavoro. Tutto è il fondamento di una buona educazione e di una seria istruzione. Chi non sa farlo, cambi semplicemente professione. Con questo si sbaglia, insegnando, e anche io qualche volta ho commesso errori. Il punto è riconoscerlo e continuare con umiltà e onestà, facendo tesoro dell'errore commesso.Grazie ancora per ogni vostra parola.Ora la misura è colma.maestra anna andorno

GISELLA ha detto...

Bisognerebbe che altri insegnanti leggessero le parole della signora Anna. Purtroppo di persone come lei credo che non ce ne siano tante nel mondo della scuola, in particolare alle scuole elementari, dove il lavoro dell'insegnamento è particolarmente delicato perchè è da li' che si puo' influenzare positivamente o negativamente l'approccio futuro del bimbo con il mondo della scuoala e con la società di cui anche quel bimbo fa e farà parte.
GISELLA.