Di nuovo guerra....

Ed è di nuovo guerra. Con l'avvio dei bombardamenti francesi sulla Libia parte la guerra contro quel pazzo furioso di Gheddafi. Ingenti forze navali americani sono schierate nel mare nostrum, mentre i caccia tricolori da ieri scaldano i motori pronti per entrare in azione nella ex colonia dell'ex amico, a cui solo pochi mesi fa il pornonano di Arcore elargiva baciamani e trattati per il respingimento e relativo massacro di migranti provenienti dall'Africa affamata. Parteciperanno attivamente a questa ultima impresa imperialista anche degli stati campioni di democrazia come il Quatar e l'Arabia Saudita, che fra un lancio di missili e l'altro nei cieli libici, continuano a massacrare i loro rispettivi popoli che. dopo decenni di tirannia, da qualce mese avevano preso il gusto a ribellarsi pubblicamente.
Certo Gheddafi in qualche modo andava fermato, ma mi pare che il modo scelto sia quello piu' sbagliato. Il rischio reale è quello di causare piu' morti e distruzioni che quelle che avrebbe causato lo stesso raiss. Ma questo rischio reale non pare sia tenuto in debita cosiderazione di chi fa finta di dimenticarsi che le "guerre infinite", come quella ormai persa in Afghanistan, hanno causato migliaia di vittime civili senza "risolvere" la questione talebana, nè far scoprire agli afghani le mirabolanti prospettive delle democrazie occidentali.
L'operazione "Odissea alba" sacisce nei fatti la guerra fra Italia e Libia, in totale spregio dell'articlo 11 della nostra carta costituzionale, di quella Costituzione che solo pochi giorni fa ci ha visto scendere in piazza per difenderla. Dal baciamano ai missili il passo è stato breve, e mai scelta fu piu' sbagliata per gli interessi nazionali italiani, in un'area strategicamente vitale per la convivenza fra culture diverse che si affacciano sul bacino del Mediterraneo.
Sullo sfondo il tentativo di ridisegnare la carta delle influenze geopolitiche, nel tentativo di mettere le mani su uno degli ultimi paradisi petroliferi, il cui sfruttamento avrebbe potuto indirizzarsi verso la Cina affamata di risorse, invece che nel consueto altrove.
Spartako.





5 commenti:

saturninox ha detto...

e guarda caso. appena spuntano le bandiere nazionali ed il nazionalismo si afferma come "sentimento condiviso" arriva una guerra. Giusta o sbagliata che sia, sempre una guerra. A volte le coincidenze...

saturnino

Anonimo ha detto...

Per fortuna siamo governati da un genio: il nostro presidente del consiglio. La Germania punta sulle energie rinnovabili e intende arrivare all'80%. Il nostro faraone invece va in direzione opposta. Da un lato emana una legislazione che scoraggia la produzione di energia tratta da fonti rinnovabili, dall'altro punta sul nucleare (via al piano nucleare appena rieletto nel 2008) e sui fossili (trattato con la Libia). Così, in una sola settimana, avviene la catastrofe: l'incidente nella centrale giapponese di Fukushima allontana la prospettiva del nucleare in Italia, e la guerra libica ci frega i fossili, che saranno pappati da Francia e soci. Come politica energetica, è un capolavoro. In una sola settimana siamo col sedere per terra. Noi, non lui. Lui potrà sempre ritirarsi ad Antigua con il suo battaglione mignottico a divertirsi. Lascerà la Lega ad esercitare il ruolo che le camicie verdi hanno assunto ormai da tempo: quello di ufficio legale del faraone.
Carlo Tarpone

Gino ha detto...

Gli amici del Centro Otelli che hanno manifestato con me contro il governo Berlusconi perché demolisce la Costituzione, sono pregati di emettere un chiaro comunicato che stigmatizza questa nuova offesa alla Costituzione (art. 11) alla quale ha partecipato, anziché opporsi, anche il Presidente della Repubblica.

Anonimo ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=m9mS2J3GFfM

Spartako ha detto...

Caro Gino. Il Centro Otelli non è un partito, e questo blog non è l'organo ufficiale di un partito. Oggi ho postato un articolo che ho intitolato " Di muovo guerra...". Rispecchia la mia posizione, e la mia netta contrarietà a questa nuova guerra imperialista, che non necessariamente coincide con la posizione di altri. Se altri, te compreso, intendono pubblicare articoli lo possono fra tranquillamente, come sempre.
Che poi, a differenza di altri conflitti, questa volta la voce dei contrari sia piu' flebile del solito, è un dato di fatto che deve far riflettere tutti noi. Del resto la composizione partitica parlamentare, ridotta a pochi partiti sempre piu' uguali fra di loro (specie in politica estera), non facilita di certo l'emergere di posizioni pacifiste o comunque di letture diverse da quelle fornite dai mass media asserviti al potere politico ed economico. E quando siamo in guerra, i rapporti con i poteri forti legati agli interssi dell'apparato militare-industriale, si fanno ancora piu' stringenti, aqlla faccia della tanto sbandierata democrazia di lor signori.
Spartako.