CHIVASSO - "La nuova giunta vuole tagliare l’emodinamica a Chivasso”. Così inizia un comunicato di due consigliere di minoranza della Regione Piemonte: Gianna Pentenero del Partito democratico e Eleonora Artesio della Federazione della sinistra, che è stata assessore alla sanità nella giunta precedente. Le consigliere annunciano un’interrogazione in consiglio regionale e chiamano i cittadini alla mobilitazione. Per comprendere meglio il comunicato dobbiamo fare un passo indietro nel tempo: fino ad alcuni anni fa a Chivasso il servizio di emodinamica esisteva, presso il reparto di cardiologia. In seguito il servizio ha cessato la sua attività. Da allora i pazienti del chivassese e anche dell’eporediese vengono portati a eseguire l’intervento all’ospedale Mauriziano di Torino. I costi per l’ASL locale sono rilevanti, anche perché il trasporto a Torino viene effettuato con un’ambulanza del 118 che deve avere a bordo un medico. Va aggiunto il confronto tra i bacini di utenza. A Torino vi sono da otto a dieci sale di emodinamica per una popolazione che non raggiunge il milione di abitanti: dunque all’incirca una sala per ogni 100 mila abitanti. Mentre l’ospedale di Chivasso ha un bacino di oltre 200 mila abitanti ed al momento è privo del servizio. Il bacino di Chivasso è superiore sia a quello di Ciriè sia a quello di Ivrea. Naturalmente qui prescindiamo da valutazione di ordine medico, riguardo alle quali non abbiamo competenza. Torniamo al comunicato di Pentenero e Artesio, le quali ricordano che la precedente amministrazione regionale aveva predisposto una soluzione. Essa prevedeva l’istituzione del servizio di emodinamica in tutti e tre gli ospedali che oggi si trovano sul territorio della nuova Asl TO4: vale a dire Chivasso, Ivrea, Ciriè. A questo scopo le tre sale sono state attrezzate e ammodernate per essere pronte a effettuare il servizio, e inoltre è stato formato del personale idoneo. La spesa complessiva è stata di due milioni di euro. Ma ora dalla nuova giunta di Cota arriva lo stop. La bozza di riforma sanitaria, definita dal presidente dell’Aress Claudio Zanon, ritiene sufficiente due delle tre sale e ritiene che si debba escludere Chivasso. Le ragioni? A Ciriè l’emodinamica c’è già e necessita soltanto di un modesto incremento di personale. A Ivrea l’emodinamica servirebbe l’Alto Canavese. Mentre l’ospedale di Chivasso, essendo vicino sia a Ciriè sia a Torino, sarebbe il meno indicato a iniziare l’attività. Di fronte a questa conclusione, le consigliere Pentenero e Artesio sollecitano “una mobilitazione immediata e la più ampia possibile dei cittadini”. E non solo dei cittadini, ma anche del sindaco Matola “ancora inspiegabilmente silenzioso”.
Piero Meaglia.

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