Matola, Fluttero, Lacelli...

MATOLA PREDICA BENE E RAZZOLA MALE. COME FACEVA FLUTTERO. E’ ORA DI RIVALUTARE LA GIUNTA LACELLI.
Intervista a Michele Scinica.
CHIVASSO - Il consigliere di minoranza Michele Scinica interviene sulla questione della lunetta o peduncolo, e coglie l’occasione per tracciare un bilancio dell’operato della giunta di centrodestra. Scinica è stato consigliere di Rifondazione comunista fino al 2008, e poi ha aderito a Sinistra, ecologia e libertà.
Nell’ultimo consiglio comunale è stata approvata la nuova convenzione tra Chivasso e RFI (Ferrovie dello Stato) sulla soppressione dei passaggi a livello, e si è nuovamente discusso della lunetta o peduncolo sulla linea ferroviaria Ivra-Chivasso-Torino. Tu sei stato molto critico nei confronti dell’amministrazione comunale.
Parto dalla lunetta o peduncolo, che RFI vuole realizzare nella zona della Frazione Montegiove. Sappiamo che è un’opera costosissima (37 milioni di euro previsti dal progetto, poi si vedrà). Che devasterebbe una zona urbanizzata e tuttavia ancora e ricca di terreni agricoli, che soprattutto non è sicura dal punto di vista idro-geologico. E che ridurrebbe il numero delle corse tra Chivasso e Ivrea, danneggiando i pendolari, tra cui vi sono non solo lavoratori ma anche gli studenti chivassesi diretti a Caluso e Ivrea. Tutti quei soldi sarebbe più sensato usarli per raddoppiare almeno un tratto della linea Chivasso–Ivrea: questo sarebbe il vero miglioramento del servizio.
Ma la lunetta la vuole fare RFI. Cosa c’entrano Matola e la sua amministrazione?
C’entrano perché Matola dice di essere contrario alla lunetta, ma poi non si oppone in modo deciso. Predica bene e razzola male.
Hai le prove?
Basta rileggersi la delibera che tutto il consiglio comunale approvò nel giugno 2007. Maggioranza e minoranza si dichiarano contrari alla lunetta e impegnarono il sindaco (che da un anno era Matola) a fare tutto il possibile per impedirne l’esecuzione. Nella delibera è scritto: “Il Consiglio Comunale….dà mandato al Sindaco di attivare e concertare con i Comuni e gli Enti del Chivassese tutte le iniziative necessarie per rappresentare a tutti i livelli istituzionali l’assoluta inopportunità della realizzazione del cosiddetto peduncolo e la necessità di investire il finanziamento in opere destinate a migliorare effettivamente la funzionalità della ferrovia Chivasso-Ivrea-Aosta, come il raddoppio di alcune tratte”. Cosa ha fatto Matola in tre anni?
Dillo tu.
Nelle sedi opportune, invece di dire un no chiaro alla lunetta ha trattato sulle modalità della sua realizzazione. Si vede bene dal verbale della conferenza dei servizi del 21 ottobre 2010 che si è svolta in Regione con la presenza di RFI. C’è solo un vago accenno alla contrarietà dell’amministrazione chivassese. Ma poi ci sono le sua richieste: garantire il servizio Chivasso-Ivrea, spostare i cantieri, dare la priorità alla nuova viabilità della Rivoira, ecc. Facendo queste richieste, il Comune si è comportato come se accettasse la lunetta. Invece il sindaco avrebbe dovuto dire un no chiaro, alzarsi e andarsene. E poi comunicare tutto quanto ai cittadini.
Però ormai il progetto della lunetta sembra impantanato. La Regione ha chiesto approfondimenti sulla condizione idrogeologica del territorio di Montegiove, le locomotrici diesel non potranno più entrare a Porta Susa perché inquinano, e infine ora la Valle d’Aosta, che ha sempre chiesto la lunetta, ora non sembra più molto convinta…
E’ vero, ma se il progetto della lunetta affonda, o semplicemente i tempi si allungano, che ne sarà delle opere utili (poche, ma molto importanti) che tuttavia vi sono state incluse? Ad esempio il sottopasso pedonale da Via Montanaro (più o meno dal parcheggio) alla Blatta, che eviterebbe ai pedoni di attraversare il passaggio a livello di Via Blatta. Poi il cavalcavia sopra la ferrovia Chivasso-Ivrea all’altezza della prima rotonda sulla strada per Montanaro: collegherebbe la zona Montegioen a quelle Baraggino e Blatta, permettendo agli autoveicoli di evitare il pericoloso passaggio a livello della Blatta. Infine la nuova viabilità della Rivoira, cioè la nuova strada che dovrebbe collegare la fabbrica e le case intorno a Via Volpiano e alla strada per Montanaro. Una via d’uscita importante per la sicurezza della zona.
Ma queste opere non erano già state incluse nella convenzione del 2002 tra Chivasso e RFI per la soppressione dei passaggi a livello e la realizzazione delle opere sostitutive?
Erano. Ma non lo sono più. E qui siamo a un altro errore della giunta. Proprio in settembre quelle opere sono state stralciate della convenzione del 2002 e sono state trasferite nel progetto lunetta o peduncolo. Così seguiranno la sorte del peduncolo, che è diventata molto incerta, come abbiamo detto. Forse partiranno le opere da centro di Chivasso verso Est: i vari attraversamenti della ferrovia da Via Roma, alla zona della Prealpina, a Castelrosso. Dico forse, perché quelle opere aspettano di partire da quasi dieci anni, appunto dalla convenzione del 2002, e ancora adesso non sono ancora state iniziate. Figuriamoci le opere che ho appena ricordato, quelle a Chivasso Ovest (sottopasso di Via Montanaro, cavalcavia sulla Chivasso-Ivrea, nuova viabilità Rivoira). Le aspetteremo altri dieci anni? Oppure scompariranno insieme al progetto della lunetta? Per fortuna è stato salvato il rifacimento della passerella tra Via Paleologi e via Montanaro. Ma nel complesso Matola non ha saputo fare gli interessi di Chivasso e dei chivassesi.
Il quinquennio di Matola sta per concludersi. Potresti abbozzare un primo bilancio?
Certo. Ma si potrebbe fare un bilancio di tutti i 14 anni di amministrazione del centrodestra, dall’elezione di Fluttero nel 1997 fino ad oggi.
Non salvi nemmeno Fluttero? Molti pensano che sia stato un buon sindaco.
Non è così. Fluttero bravo sindaco? E’ una leggenda. Pensiamoci bene: cosa ha lasciato Fluttero alla città? Ben poco. Forse l’unica opera che sarà ricordata è la circonvallazione Sud lungo il Po. Per il resto, cattedrali nel deserto come il Palazzetto dello sport. Oppure opere malriuscite come il Movicentro: era una buona idea quella di concentrare l’arrivo degli autobus vicino alla ferrovia. Ma è stata realizzata male, perché il Movicentro è privo di un attraversamento della ferrovia, con la conseguenza che gli autobus continuano a circolare nel centro Chivasso…Queste sono le “opere” di Fluttero. E poi magari si parla male dell’amministrazione di Lacelli…
Vuoi dire che al confronto con Fluttero rivaluti giunta Lacelli?
Certo, con il passare del tempo comprenderemo meglio, e ricorderemo quella di Lacelli (1993-1997) come una amministrazione che guardava lontano e che ha fatto molto per Chivasso.
Facci qualche esempio.
Quanti ne vuoi. Premetto che non voglio nascondere i limiti e i difetti dell’amministrazione Lacelli, ma bisogna riconoscere che quella giunta ha saputo guardare veramente al futuro. Ha costruito i parcheggi periferici di Piazzale Libertini e di Via Ceresa, dietro la stazione ferroviaria. Anche grazie all’opera dell’assessore Terenzio Ferraris ha realizzato l’isola pedonale, prima osteggiata e ora ammirata. Ha creato il CISS, il consorzio intercomunale dei servizi sociale. E, non dimentichiamolo, anche il Chind è opera di Lacelli e della sua giunta. Un’area dove attrarre delle attività produttive, che poi l’amministrazione di Fluttero e di Matola non hanno saputo valorizzare.
Una vera sorpresa la rivalutazione di Lacelli…
E non è tutto qui. A dimostrazione che quella amministrazione guardava lontano, bisogna ricordare che Lacelli e Pipino avevano inserito nel proprio progetto di nuovo paino regolatore una vera circonvallazione Nord-Ovest, che arrivando da Montanaro e dalla zona di Montegiove avrebbe attraversato la ferrovia Torino Milano tra la Rivoira e l’Orco. Quando Fluttero è diventato sindaco, ha eliminato quel progetto dal piano regolatore. Perché? Forse perché era ritenuta non fattibile? Invece quel progetto ricompare nel progetto lunetta: dunque era fattibile. Ma ormai forse il treno è perso. Se affonda il progetto lunetta scompare pure quell’ipotesi di circonvallazione. Così la automobili passeranno vicino al Parco Mauriziano: la degna conclusione dell’operato di amministrazioni miopi, che hanno sempre puntato a operazione più di immagine che di sostanza, e che hanno compromesso il futuro della città.
Ammetterai che stai facendo delle affermazioni controcorrente: forse non tutto i partiti dell’attuale centrosinistra chivassese condividerebbero il tuo giudizio sostanzialmente positivo.
Questo non lo so. Ma vorrei aggiungere che la giunta Lacelli si trovò a governare la città in un momento molto difficile. Prima di tutto, nel 1992 aveva chiuso lo stabilimento Lancia: un disastro per la città. Poi, Lacelli succedeva a una amministrazione che era caduta sul piano regolatore. Inoltre, eravamo nel passaggio dalla Prima alla Seconda repubblica, alcuni partiti erano terremotati e nascevano nuovi partiti che dovevano ancora consolidarsi. E poi erano entrate da poco in vigore le cosiddette leggi Bassanini (soprattutto la 142 / 1990) che cambiarono il modo di funzionare della macchina amministrativa: non fu facile adattarsi e regole nuove, diverse da quelle con cui i Comuni erano stati governati per decenni. Ma l’assessore Lusso lavorò con grande scrupolo e furono evitati errori. Infine, ricordiamoci che nel primo anno della giunta Lacelli (1994) ci fu l’alluvione e il crollo del ponte sul Po. Un momento drammatico per la città. La giunta dovette affrontare i problemi di una città sconvolta. Ebbene, il ponte fu ricostruito in due anni, anche grazia all’opera instancabile di Gianfranco Pipino.
E Fluttero, subentrato nel 1997, che situazione si trovò ad affrontare?
A differenza di Lacelli, il nuovo sindaco si trovò subito le casse comunali più ricche, e senza merito suo. Il Comune ricevette 4 miliardi dalla società che costruì la TAV e 10 miliardi dalla società Edipower, proprietaria della centrale termoelettrica. Soldi che non furono nemmeno spesi bene. Soldi che, ad esempio, sarebbero potuti servire per cominciare la costruzione del teleriscaldamento, che invece ora è fermo. Non solo. La società della TAV propose al Comune un’alternativa: al posto di una parte dei soldi, avrebbe costruito un nuovo impianto dell’acquedotto nella zona Torassi, in sostituzione di quello storico del Baraggino, che era stato eliminato proprio per far posto alla TAV. Il nuovo acquedotto sarebbe stato un vantaggio per la città, perché l’acqua sarebbe stata di proprietà del Comune, e non si sarebbe dovuta comprare da Smat. Ma Fluttero preferì incassare i soldi: ecco un altro esempio di corta veduta.
Bene, mi pare che abbiamo messo un bel po’ di carne al fuoco. Hai espresso giudizi netti, a volte taglienti. Vedremo se qualche esponete della politica chivassese avrà qualcosa da ribattere. Per ora potremmo concludere qui, non credi?
Certo. Ma prima vorrei concludere ciò che ti ho detto finora riconoscendo l’aiuto ricevuto dai gruppi e dalle associazioni ambientaliste, che spesso hanno studiato a fondo i problemi e hanno messo a nostra disposizione documenti e riflessioni che sono ci sono stati utili nella nostra opera di opposizione. E voglio anche ricordare che fino al 2008 sono stato consigliere per Rifondazione Comunista.
(Intervista per il blog del Centro Otelli a cura di Paolo Ballesio).

2 commenti:

Anonimo ha detto...

.....e CAMBURSANO....
Vedi un pò cosa diceva Il Tempo.it del 14 settmebre scorso...
"Francesco Nucara esce da Palazzo Grazioli: «I numeri ci sono. Arriviamo a 20 deputati senza iniezioni del Pdl: si tratta di gente che fino ad ora non ha votato la fiducia a Berlusconi».
Che vuol dire? Venti deputati è la soglia minima per creare un gruppo autonomo alla Camera, che si chiamerà della Responsabilità nazionale. E, per pura coincidenza, sono anche i voti che occorrono a Berlusconi per dimostrare che Casini e soprattutto Fini sono ininfluenti.Per il premier con lui ci sono non 20 ma 22 deputati. Considera i cinque di Noi Sud che fanno capo al sottosegretario agli Esteri Enzo Scotti (Elio Vittorio Belcastro, Antonio Gaglione, Arturo Iannaccone, Antonio Milo, Luciano Mario Sardelli), due Repubblicani e Popolari (lo stesso Nucara e Francesco Pionati), tre Liberaldemocratici (Maurizio Grassano, Daniela Melchiorre e Italo Tanoni), sei Udc (Saverio Romano, Calogero Mannino, Giuseppe Drago, Giuseppe Ruvolo, Michele Pisacane e un sesto: circolava il nome di Luca Volontè), due Futuro e Libertà (si fanno i nomi di Souad Sbai e Catia Polidori), due Api di Rutelli (si dice Massimo Calearo e Bruno Cesario) e due Italia dei Valori (i nomi che girano sono RENATO CAMBURSANO e l'ex dipietrista oggi nel gruppo misto Amedeo Porfidia, nei giorni scorsi s'era fatto anche il nome dell'operaio chietino Antonio Razzi)."
Per ora il "Cambu" non ha ancora saltato il fosso, ma con l'aria che tira nell'IDV piemontese.....
Cello Venticello

Anonimo ha detto...

Sempre su CAMBURSANO...

Alla Camera tutti per la Tav. Anche l’Idv
di Salvatore Cannavò
21 ottobre 2010
http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/21/alla-camera-tutti-per-la-tav-anche-lidv/72848/
Con un voto praticamente unanime, 512 voti a favore e 1 solo contrario, la Camera ha approvato la mozione del Partito democratico, su cui il governo ha espresso parere favorevole, che spinge per fare la Tav in Piemonte. La mozione ha avuto come primo firmatario il deputato Esposito ma è stata firmata anche da Piero Fassino, Cesare Damiano, Salvatore Merlo, dai deputati rutelliani dell’Api, Vernetti e Calgaro, ma anche da Renato Cambursano dell’Italia dei Valori, partito che deve registrare qualche problema.

Cello Venticello