Non essendo residente a Chivasso, non voterò alle prossime elezioni comunali. Essendo però curioso di politica – e collaborando da qualche anno con parte della sinistra chivassese (seppur limitatamente ad iniziative culturali) – mi è venuto fatto di chiedermi chi fosse il nuovo candidato sindaco del centrosinistra, l'avv. Gianni De Mori. Non avendolo mai incontrato né sentito nominare, ho però pensato, in prima battuta, che ciò dipendesse dalla mia comunque scarsa conoscenza della politica chivassese, e così ho chiesto in giro, avendo la fortuna di avere buoni amici chivassesi "doc" e/o da molti anni immersi nelle vicende politiche di Chivasso e dintorni. Dalle chiacchierate ho ricavato indicazioni relative a un profilo professionale su cui non è mio compito né intenzione esprimere un giudizio e la conferma del mio dubbio: nessuno ha saputo dirmi qualcosa circa le forme, anche in senso lato, di un suo precedente impegno politico, sindacale o amministrativo. Ho chiesto allora se avesse avuto in precedenza ruoli di responsabilità in associazioni o organizzazioni complesse, comparabili con la "macchina" di un comune non grande ma neppure minuscolo come Chivasso: nessuno ha saputo darmi chiarimenti al riguardo. Credo sia una domanda lecita ed importante che molti elettori si porranno, perché va bene pescare dalla "società civile" uomini nuovi dotati di tanto entusiasmo, ma è difficile negare che un minimo di esperienza sia utile. E se per disgrazia l'esperienza stesse a zero risulterebbe poi difficile criticare, come giustamente si fa a sinistra, le allegre candidature della destra, che hanno dato luogo a carriere politiche tanto repentine quanto improbabili. Ma sono certo che dall'avvocato o dal suo entourage arriveranno risposte rassicuranti.
Nell'attesa, e insistendo ancora, qualcosa però ho scovato: è un documento di ben 28 punti che si trova in rete e che il candidato De Mori ha letto in una conferenza stampa a Palazzo Einaudi, intitolato "Suggestioni in libertà", datato 10 dicembre 2010, in cui l'entusiasmo effettivamente trabocca. In esso si delinea non un programma politico ma il Paese della Cuccagna, in cui si promette tutto e il contrario di tutto, non dicendo così nulla di impegnativo e significativo. Mancano solo la manna ( o i nocciolini) dal cielo e le fontane da cui sgorga il barolo. Scherzi a parte, eccovi le prime sei suggestioni:
1. perché amiamo Chivasso e crediamo di avere idee, passioni e professionalità per governare la città in cui viviamo
2. perché crediamo che Chivasso abbia bisogno di cambiamento
3. perché vogliamo i valori al centro dell’azione politica
4. perché non è vero che i politici a Chivasso “sono tutti uguali”
5. perché vogliamo lasciare ai nostri figli una città più accogliente e salubre
6. perché palazzo Santa Chiara diventi la casa di tutti i chivassesi, un palazzo di vetro, trasparente nelle scelte amministrative e fondato sull’etica pubblica.
Possiamo immaginare che il candidato della destra non sia d'accordo? Che ammetta per esempio di voler lasciare ai suoi figli una città schifosa e insalubre? O che ammetta di non avere "valori"? Eccetera. Spero non sia considerato "offensivo", come lo è per Marchionne, chiedere al candidato sindaco De Mori un vero e proprio programma più dettagliato, che permetta agli elettori di distinguerlo dalle proposte del suo avversario e a lui, se già non lo ha fatto, di lasciarsi alle spalle questo elenco di luoghi comuni e dolci fantasie. Ma forse è ancora presto, mancano ancora diversi mesi alle elezioni. O forse, per un candidato così poco conosciuto, è già fin troppo tardi.
Ermanno Vitale.

1 commento:
De Mori non ha letto un programma, questo mi pare evidente. Ha semplicemente enunciato alcuni principi che l'hanno spinto a fare questo passo. E' vero non ha una storia politica, ma siamo sicuri che a Chivasso questo sia un male? Cosa hanno prodotto i professionisti della sinistra in questi anni a Chivasso? Che cosa stanno preparando gli stessi per le prossime elezioni? E' poi così sbagliato ascoltare i cittadini? L'ascolto è sempre stato una virtù, sempre meno esercitata dai più. Non va bene De Mori? Viva Matola, andiamo avanti così.
Bricpaluc
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