CHIVASSO - Scontro verbale in sala consigliare prima dell'ultima seduta del 2010 tra il sindaco Matola e il consigliere di minoranza Michele Scinica. Ero presente e non ero il solo. Non voglio esagerare la portata dell’episodio. Tuttavia mi pare utile aggiungere qualche annotazione. Prima di tutto, non è stato un alterco di cui i due protagonisti portino la stessa responsabilità: è stata piuttosto un’aggressione verbale del sindaco nei confronti del consigliere. E’ stato il sindaco a “cominciare”. Eravamo nei momenti che precedono l’inizio della seduta, quando sindaco, assessori e consiglieri si intrattengono tra loro, con i giornalisti e con il pubblico. Matola era nell’emiciclo e Scinica era seduto tra il pubblico a conversare con un giornalista. Improvvisamente il sindaco ha lasciato l’emiciclo, ha raggiunto Scinica e ha cominciato ad inveire. Apparentemente in preda all’ira, di scatto ha rovesciato due sedie con una mano. Si è piegato verso Scinica puntandogli a lungo un dito in faccia e continuando a strepitare.
Non conosco la ragione di tanta aggressività. Forse un diverbio avvenuto la mattina precedente, quando gli studenti dell’Istituto alberghiero, giunti in corteo, avevano chiesto ed ottenuto un incontro col sindaco. Comunque sia, un episodio che nulla aveva a che vedere con il consiglio comunale sul punto di cominciare: se doveva esserci un seguito, non era quello il luogo opportuno.
Anzi, quello era proprio il posto e il momento meno opportuno. Infatti, ritengo che, indipendentemente dall’intenzione del sindaco, un comportamento del genere può avere come risultato quello di intimidire l’interlocutore. Ripeto: indipendentemente dalla volontà del sindaco, che non posso conoscere. E per intimidire intendo solo e semplicemente rendere più timido, più esitante, meno coraggioso, l’avversario politico. E non penso nemmeno che Scinica si sia lasciato molto intimidire: però mi domando ugualmente se il fatto abbia avuto delle conseguenze sullo svolgimento del consiglio. Mi limito a una constatazione. Durante la seduta Scinica ha criticato un provvedimento dell’amministrazione: ma prima di farlo, ha sentito il bisogno di precisare che la sua manifestazione di netta contrarietà non dipendeva per nulla da quanto era accaduto poco prima. Quindi, in qualche modo, e per quanto poco, l’avvenimento aveva alterato il clima.
Ebbene, mi chiedo se sia stato giusto iniziare il consiglio come se nulla fosse avvenuto. Forse la minoranza avrebbe dovuto esigere le scuse del sindaco. Soprattutto, mi domando quale avrebbe dovuto essere il comportamento del sindaco e del presidente del Consiglio. Credo che il sindaco avrebbe dovuto scusarsi. E, se ciò non fosse avvenuto, credo che il presidente, in apertura di consiglio, avrebbe dovuto condannare l’accaduto. Va riconosciuto che, quando il diverbio è iniziato, la signora Giachello era lontana. Quindi non poteva sapere “chi ha cominciato”. Però si è avvicinata dopo, e si è sicuramente resa conto che stava avvenendo qualcosa che non c’entrava nulla con il consiglio e che lo avrebbe potuto turbare. Non sarebbe toccato a lei ripristinare il giusto clima con qualche parola di censura?
Piero Meaglia.

Nessun commento:
Posta un commento