Cementificazione selvaggia & rischi idrogeologici a Chivasso...

CHIVASSO - Nell'ultima seduta del consiglio comunale sono state percorse due nuove tappe dell’inarrestabile cementificazione cui l’Amministrazione comunale sottopone la città. Si tratta degli 86 appartamenti  previsti in Via Berruti e dell’edificio di sette piani che prenderà il posto del Consorzio agrario di Via Isonzo angolo Via Po.  Intanto è iniziata in Stradale Torino, nella zona della Rivoira, la costruzione della nuova sede del Consorzio. Il PPE Mauriziano è all’esame della Regione Piemonte. E qualche mese fa è stato approvato il PEC cosiddetto della “Madonna del Rosario” vicino alla rotonda di Corso Galileo Ferraris. Ognuno di questi progetti è stato sottoposto a critiche in consiglio comunale e sulla stampa locale. Ciascuno ha le sue specifiche pecche, a cominciare dalla residenza per anziani che non è una residenza per anziani in Via Berruti. Ma tutti hanno un elemento negativo in comune: eliminano terreni permeabili alle piogge e aumentano la superficie del territorio chivassese che, cementificata e asfaltata, non assorbirà più le acque. Il nostro territorio è ricco di falde alte e le precipitazioni stanno aumentano d’intensità: perciò ogni nuova costruzione aumenta il rischio di dissesto idrogeologico cui sono esposti i chivassesi.  Ciò accade in una città che ha conosciuto due gravi alluvioni nel 1994 e nel 2000. L’Amministrazione non sa o non vuole rendersi conto del pericolo. La cementificazione non è solo distruzione del paesaggio, ma anche rischio idrogeologico. In tutta Italia i Comuni continuano a rilasciare permessi di costruire e incassano gli oneri di urbanizzazione, che servono anche a far funzionare la macchina comunale. Ma quando i fiumi esondano – come è avvenuto recentemente in Veneto – i costi per rimediare al disastro annullano in un sol colpo i vantaggi derivati dall’incasso degli oneri di urbanizzazione.  Sono i costi della ricostruzione sia delle opere pubbliche e delle infrastrutture sia delle abitazioni private. Sono costi che qualcuno deve pagare: e quel qualcuno è ciascuno di noi con il suo portafoglio.
Da due anni il Comune di Chivasso e la Regione si rimpallano il progetto del PPE Mauriziano. Anche in questo caso è emersa la questione idrogeologica. Il Comune è stato costretto ad apportare delle modifiche al progetto: nella parte Sud Est dell’area (all’inizio di Via Foglizzo) verrebbero costruiti un bacino di laminazione, una vasca di prima pioggia, un sistema di drenaggio ecc. Ma questi interventi risulteranno efficaci solo se i corsi d’acqua che si trovano a valle, cioè tra Stradale Torino e il Po, saranno in grado di portare senza danno l’acqua fino al fiume. Purtroppo basta una camminata nella zona per far sorgere qualche dubbio. Il canale che corre a fianco di Via Settimo è stato rifatto e ampliato. Però, dall’altra parte di Stradale Torino, una delle due arcate è parzialmente ostruita a seguito della costruzione di un parcheggio. Qualche perplessità sorge anche se seguiamo il corso del Canale Nuovo Orchetto, quello che ora corre al confine del Parco Mauriziano e passa sotto Stradale Torino nella zona del centro commerciale. Al di là di Stradale Torino, dopo le case, cominciano gli orti e i campi: ebbene, in seguito alle piogge del 13 e 14 agosto quella zona si è allagata perché il canale non ce l’ha fatta a sopportare la massa d’acqua in arrivo da Nord. Una zona non si allegava dall’alluvione del 2000. Il canale prosegue poi verso il quartiere della Quiete formando curve che potrebbero ostacolare il deflusso dell’acqua in caso di piena. Nella zona Brozola confluisce nel canale un ramo della roggia San Marco. Per conseguenza la quantità di acqua aumenta. Ma subito dopo la confluenza il canale forma una curva stretta: non costituirà un nuovo ostacolo in caso di piena? Senza contare che il canale a tratti non è mantenuto pulito. E si potrebbe continuare: alla prossima puntata.
Piero Meaglia.
IN FOTO: A sinistra Canale di via Settimo  nel tratto in cui sottopassa Stradale Torino.                               
A destra: Canale del Rio "Orchetto" in regione Brozola assolutamente non pulito (Foto P.Ballesio).


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