Democrazia e la trasparenza a Chivasso?

CHIVASSO - Volete sapere cosa sono la democrazia e la trasparenza a Chivasso? Allora dovete assistere alle riunioni delle commissioni consiliari: sono pubbliche. Martedì si è svolta la Commissione “Assetto e uso del territorio”. Essa esamina i progetti edilizi, e di altra natura, che il lunedì successivo (questa sera) saranno votati in Consiglio comunale. E’ composta da 4 consiglieri di maggioranza, da 2 della minoranza, dall’assessore all’urbanistica. Naturalmente non c’è partita: i numeri sono a favore della maggioranza. Questa volta era in esame il progetto “Orcobeach”, presentato dalla Società Essepi dell’imprenditore Gianfranco Scoppettone (l’assessore all’istruzione).
La sola, o quasi, arma della minoranza consiste nel trovare un’irregolarità formale, e chiedere che il progetto sia ritirato e ripresentato in regola. Il “Regolamento del consiglio e delle commissioni consiliari” prescrive:  “I documenti degli affari iscritti all’ordine del giorno devono essere depositati, almeno 48 ore prima della seduta, nella sala cui si riunisce la Commissione” (art. 99, comma 8). Già è incredibile che alla minoranza siano concessi solo due giorni di tempo per esaminare progetti costituiti da una pila di relazioni e di complessi elaborati tecnici alta una spanna. Ma quel che è peggio è l’interpretazione dell’espressione “48 ore” adottata dalla maggioranza. Elementari principi di ragionevolezza, di trasparenza, di contraddittorio effettivo, o anche solo il buon senso, esigerebbero che la sala della commissione debba restare accessibile ai consiglieri almeno 48 ore effettive. Invece no. Le ore effettive sono generalmente da sei a sette. La commissione viene infatti convocata di solito il martedì pomeriggio. E le carte vengono depositate il venerdì della settimana precedente, in tarda mattinata, alle 11, a volte alle 11,30, poco prima che alle 12 gli uffici chiudano per il fine settimana. Una beffa. Se i due consiglieri – che fanno i turni in fabbrica - possono appostarsi di fronte alla sala e agguantare le carte quando arrivano, hanno mezz’ora o un’ora per guardarle, oppure per tentare disperatamente di fotocopiarne almeno una parte. Poi devono andarsene e aspettare la riapertura degli uffici il lunedì mattina. Gli uffici sono aperti dalle 9 alle 12: lunedì più martedì fanno 6 ore. Ecco perché le ore effettive vanno da 6 a 7, e non 48. Mi chiedo come possa il segretario generale possa accogliere una tale interpretazione. Sono 6 o 7 ore, dottoressa Scuncio, e non 48. Lei lo sa benissimo. E sono di fatto anche meno, se si considera che i due consiglieri fanno i turni a Mirafiori.
Speravo che i due consiglieri chiedessero il ritiro del progetto: non l’hanno fatto. E quando uno dei due ha lamentato che venerdì non aveva potuto aspettare fino alle 12 perché doveva andare a lavorare, il presidente della Commissione, il geometra Ciconte, gli ha replicato: “Ma che colpa abbiamo noi se dovevi andare a lavorare?” Lascio a voi il commento.
Piero Meaglia.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Piero nn credo ke questa nuova sollecitazione al dibattito avrà miglior esito...nn c'è peggior sordo di ki nn vuol sentire ...specie se è un consigliere!

Anonimo ha detto...

Certo, i consiglieri ci sentono pochissimo. O quasi nulla. Però facciosono ben poco sostenuto dai loro partiti, che io sappia. Primo: ai consigli comunali non vedo quasi mai i dirigenti dei partiti del centro sinistra, e sospetto che aluni di loro sappiano poco di quel che vi succedere. Secondo, e ben più grave: fare bene il consiglieri richiede tempo. Molto tempo: la quanto di carte da leggere, e siprattuto da capire, è grande. Sono spesso documenti con un consuiderevole contenuto tecnico (basta pensare all'urbanistica e al tema dei rifiuti. I consigleri non ce la fanno da soli. Hanno bisogno che il partito li appoggi: che nei partiti vi sia un gruppo che lavora al servizio del consigliere. So che è difficile perché i dirigenti e i militanti dei partiti veramente attivi sono pochissimi e hanno a loro volta molti impegni, familiari e lavorativi, più quelli riguardanti l'attività del partito sul territorio. Ma o si riesce a creare questo sostegni ai consiglieri oppure continueremo a lamentarci di loro, a prescindere dalle loro capacità e dal loro coraggio, non eccelso. A meno che il consigliere: 1) sia in pensione o comunque non lavori; 2) abbia una notevole preparazione e esperienza nell'attività amministrativa. Non a caso il miglior consigliere della minoranza è Sandro Recchia, che è stato asessore (con la destra) e ha il tempo di studiare le carte. E aggiungo anche la testa.
piero