PLATONE PARLA DI VERDINI

E’ sorprendente, ma già Platone, venticinque secoli fa, parlava di Verdini, che qualcuno chiama anche Verdoni. Nel V libro della Repubblica, il filosofo delinea il ritratto dei perfetti “custodi” della città, cioè dei governanti. E’ il ritratto di Verdoni e degli altri intercettati: “In primo luogo nessuno di loro dovrebbe possedere alcuna proprietà privata, se non quanto di stretta necessità. A loro sarà proibito di maneggiare o toccare oro o argento, di farne sfoggio, di bere in coppe d’oro o d’argento. Perché se avessero in proprio della terra, delle case e del denaro, finiranno per essere degli amministratori e degli agricoltori invece che dei guardiani della città”.

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