Ecomafie è problema prioritario...

 Legambiente: Ecomafie è problema prioritario...
di Maria La Calce per NuovaSocietà.

Mentre l'Italia, dopo la morte di Angelo Vassallo torna a scontrarsi con lo spettro degli omicidi di mafia e seppellisce l'ultimo degli eroi di questa moderna resistenza, Legambiente punta i riflettori sui crimini ambientali e lo fa attraverso il Rapporto Ecomafia. Il dossier, annualmente stilato da ormai 16 anni viene presentato da Enrico Fontana, Osservatorio ambientale e legalità, nell'ambito del convegno che lo scorso fine settimana si è tenuto ad Alpignano.
Quello delle ecomafie emerge dalle parole di Fontana come problema prioritario per la nostra società, condizione imprescindibile per poter parlare oggi di sviluppo e sostenibilità «la lotta contro i crimini ambientali - spiega il dirigente - deve diventare un valore all'interno del quale un popolo deve essere in grado di riconoscersi e sentirsi comunità, nessun territorio è immune nei comportamenti e nello stile di vita, tanto meno il Piemonte».
Dato significativo a balzare agli occhi, nella presentazione del dossier è il modo con cui i mass media denunciano le ingerenze mafiose negli appalti legati alle fonti di di energia rinnovabile, tanto da definirle, come ha commentato lo stesso presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati anch'esso presente alla tavola rotonda, la nuova peste. «Dal 2006 ad oggi - continua Cogliati - sono state denunciate solo 7 infiltrazioni mafiose negli appalti legati alle rinnovabili, di esse una si è conclusa, mentre soltanto due riguardano impianti realizzati, e le altre dei progetti». Il presidente incalza spiegando poi che si continua a parlare in particolare dell'eolico come se fosse tutto malavitoso e ricorda un impianto offshore attacato in Puglia con l'accusa di trovarsi sulla rotta dei grifoni, argomentazione ridicola vista la natura di questi uccelli che nulla hanno a che fare con il mare e particolarmente grave se fatta in un paese che ha reali problemi di mafia ed usa impropriamente lo spirito antimafioso per screditare le rinnovabili.
A tal proposito abbiamo chiesto a Fontana di fornirci un quadro più preciso.
Quale è la reale situazione del nostro Paese in merito alle fonti di energia rinnovabili?
L'Italia sta registrando una crescita esponenziale, misurata ma significativa soprattutto di energia derivata da eolico offshore. Dalle indagini sulle mafie emerge però una profonda distorsione della realtà che fa attribuire valore esagerato alle poche inchieste giudiziarie condotte. L'unico ambito a cui la mafia può mostrare interesse, infatti, è l'individuazione di terreni in cui realizzare gli impianti.
Nonostante ciò, si parla delle energie rinnovabili come se fosse un settore controllato. Al contrario si tace su scandali diventati ormai all'ordine del giorno, basti pensare al traffico illegale di rifiuti che in cinque anni ha coinvolto 140 individui, ha portato a 1000 arresti, toccando clan di tutte le organizzazioni.
Dovremmo avere ogni giorno notizie in proposito, perchè non avviene ciò?
Nel momento in cui si dà una notizia tanto più è inconsueta tanto più è interessante e certo poter dire che anche il vento sia coinvolto in collusioni mafiose è uno scoop, fa notizia.
Quali accuse vengono mosse contro le energie rinnovabili?
La più comune querelle è stata scagliata contro il fotovoltaico a terra, che, secondo i ben informati starebbe distruggendo il patrimonio agrario soprattutto in Puglia, dove sono occupati dai pannelli solari 300 etteri di terreno su un milione e trecentosettanta mila ettari. Gli impianti di fotovoltaico occupano dunque in Puglia 0,026% della superficie totale. Il vero problema in questa rtegione, come del resto in tutto il Mezzogiorno sono al contrario i terreni abbandonati, in Puglia, infatti sono stati persi ben 130 mila ettari di terreno perchè incolti. La vera sfida per il nostro sud sarebbe forse riuscire a far produrre i tanti territori dimenticati.
Quali ritiene siano i rischi di questa campagna mediatica diffamatrice?
Siamo preoccupati che si distorca una realtà che al contrario è pulita. In Puglia c'è una tale richiesta di pannelli per il fotovoltaico a terra che la domanda supera di gran lunga l'offerta, ci vorrebbero industrie che che ne producano di più ed in questo modo si creerebbero nuovi posti di lavoro.
Questo successo del fotovoltaico produce al contrario una reazione negativa che si tramuta in una campagna contro le fonti di energia rinnovabili, accusate di deturpare e danneggiare il paesaggio. Proprio la Puglia è diventato il centro di questa campagna ed il presidente della provincia di Brindisi ha annunciato che terrà il pugno duro contro le rinnovabili, questo, in un territorio su cui sorgono già una centrale a carbone ed un rigassificatore.

  
 

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