Il Gran Paradiso rischia la chiusura a causa dei tagli

Dopo 88 anni il Parco Nazionale Gran Paradiso rischia di chiudere a causa del taglio del 50% dei finanziamenti previsto dalla manovra finanziaria in via di approvazione alla Camera. Nell’anno internazionale della biodiversità le preoccupazioni sono tante.  Con i tagli previsti ai parchi nazionali infatti non sarà possibile per i guardaparco proteggere il territorio e la fauna del Parco da bracconieri e incendi, vigilare sulle trasformazioni del territorio, né effettuare monitoraggi ambientali. Non sarà possibile salvare lo stambecco, animale simbolo del Parco, la cui popolazione è in declino da alcuni anni per cause ancora ignote; veterinari e biologi non potranno infatti effettuare ricerche, studiare e mettere in atto strategie di protezione della specie. Non sarà possibile co-finanziare progetti nazionali e comunitari per lo sviluppo locale nelle valli del Parco.

«Non saranno solo gli animali a patire le conseguenze dei tagli – ha spiegato il commissario straordinario del Parco Italo Cerise - Non sarà possibile tutelare la biodiversità e gli habitat incontaminati unici al mondo e neanche promuovere il turismo nei tredici comuni che costituiscono l'area protetta, in cui vivono oltre 8 mila persone, molte delle quali sono occupate nel settore turistico e ricettivo».
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