Ridateci i tombini?
(una lettera al direttore de "La Voce").
la stampa libera è il «cane da guardia» della democrazia: come tale deve criticare molto ed indulgere poco alle lodi. Per questa ragione non vorrei scrivere un elogio del consigliere comunale Antonio Barillà. Ma credo che gli sarebbe dovuto: e gli sarebbe dovuto anche dal Suo giornale. Mi riferisco all’intervento del dottor Barillà nel consiglio del 21 dicembre durante il quale è stato discusso [e approvato] il PPE Mauriziano [che ora dovrà venire sottoposto al giudizio della Regione Piemonte]. Nella foga di scovare qualche aspetto curioso di quel consiglio e di ricavarne un articolo di «colore», il Suo giornale ha deriso quell’intervento, nel quale si deprecava la cementificazione selvaggia della città e se ne denunciavano i rischi per la salute dei cittadini. Lo ha dileggiato definendolo un intervento iettatorio, che avrebbe costretto i presenti a fare gli scongiuri, e richiamando dottamente gli indimenticabili dialoghi di quel capolavoro della cinematografia mondiale che è L’allenatore nel pallone. Caro Direttore, mettiamoci un po’ d’accordo. Tante volte Lei ha lamentato il livello troppo «basso» del lavoro dei consiglieri di minoranza: tante interrogazioni sui tombini, sui marciapiedi, sulle lampadine bruciate, ecc. ecc., e mai e poi mai la volontà di affrontare i grandi problemi della città. Ebbene, questa volta avrebbe dovuto rallegrarsi. Per un mese in commissione e in consiglio si è discusso del PPE Mauriziano. Gli interventi dei consiglieri di minoranza sono spesso partiti, com’era giusto, da aspetti molto particolari e molto tecnici del progetto, ma sono gradualmente arrivati a toccare e criticare la politica urbanistica di Fluttero e Matola nel suo complesso: la gestione del territorio, compresa la questione della discarica, le grandi scelte urbanistiche, come quelle che consentono di costruire praticamente «sull’acqua», la sistematica distruzione di ogni angolo verde rimasto (è in corso l’eliminazione del prato al fondo di Via Berruti), e le conseguenze sulla vivibilità e sulla salute. Tutti questi interventi non potevano che sfociare in una critica aspra dei molti disastri prodotti dal Piano regolatore di Fluttero. Ad esempio, la cementificazione dei terreni confinanti con l’ospedale. C’era molto spazio intorno all’ospedale, sarebbe stato utile preservarlo per ulteriori espansioni, per parcheggi, per aree verdi, o per altri servizi: un’amministrazione previdente avrebbe dovuto salvarne il più possibile, mentre ora non c’è più nemmeno il posto per una panchina. Caro Direttore, tutto questo c’era nell’intervento del dottor Barillà: dobbiamo esserne felici oppure preferiamo i famosi tombini?
Piero Meaglia
P.S. E Barillà ha risparmiato al Sindaco di ricordargli le otto aree industriali e commerciali, appena individuate dall’Amministrazione, dove sarà possibile costruire con un aumento di cubatura del 35% rispetto all’esistente. In consiglio se ne riparlerà. Sono il Consorzio agrario di Via Isonzo, l’ex concessionaria Bono e l’ex pastificio Ferro in Stradale Torino, l’ex mulino Varetto in Via Berruti, l’area ex autoricambi di Via Orti, l’area Imprevib di Corso Galileo Ferraris; l’area ditta DEMIC della strada vecchia per Montanaro; l’area ditta Merlo di Via Gozzano (Delibera di Consiglio n. 43 del 29/09/2009).

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