Piccola riflessione...

Visto che ci sono state numerose persone che hanno fatto dei commenti su una mia lettera spedita ai giornali nazionali, mi permetto di fare una semplice riflessione che riguarda la Sinistra Italiana e le persone che sperano in una Sinistra più vicino al popolo e al ceto operaio. Da anni mi chiedo: perchè tante persone che hanno radici popolari e sociali votano Berlusconi? Bella domanda, ma la risposta è semplice. Perchè la Sinistra si è imborghesita e ha perso i suoi valori che la tenevano vicino alla gente. La Sinistra di oggi viaggia in BMW o in prima classe. Abita negli attici con la domestica filippina. Possiede immobili e barche. Gioca in borsa e investe a colpo sicuro. Prende i voti dalla classe operaia ma strizza l'occhio ai padroni del vapore. Percepisce stipendi d'oro e accetta i privilegi. Risultato? Questa NON è la Sinistra che vuole il Popolo. Questa è una Congregazione di furbi che vive sulle spalle di chi lavora e offre le false promesse a chi non lavora. Come fanno D'Alema, Veltroni, Bersani e la Bresso guardare in faccia i lavoratori rimasti senza un lavoro.
Marbert.

4 commenti:

saturnino ha detto...

Scusa ma la tua rappresentazione della sinistra mi pare un poco manichea. Quello che tu descrivi è certamente una parte della sinistra, non certo tutta. Concordo però sull'incapacità della sinistra di dare una prospettiva credibile, e anzi di aver fatto di tutto per perdere consenso, inseguendo il consenso, con metodi democristiani. E come sempre è meglio votare l'originale che una copia (anche brutta)

Anonimo ha detto...

Secondo me la metti giù troppo facile. Non mi pare che ad esempio a Chivasso la politica di sinistra viva questa condizione di privilegio. Certo abbiamo qualche esempio che fotografa questo fenomeno ma il resto...Chiediamoci piuttosto perchè a Chivasso la sinistra è annichilita, senza fiato, senza speranza forse più di altri territori. Il contesto storico-sociale, una propensione delle persone ed una propaganda mirata all'individualismo, un avversario che regge il consenso dei cittadini, la qualità e le competenze umane degli esponenti di sinistra potrebbero essere tutti problemi che concorrono a questo misero risultato.
don bairo

Anonimo ha detto...

Marbert, diciamolo la sinistra si impegna esclusivamente a salvaguardare i privilegi ottenuti in questi anni. E' brutto ammetterlo, ma è così. Sai qual è il grande problema? Che se si continua su questa strada di disonestà assoluta, molto presto ci sarà di nuovo la violenza di piazza, non un modellino di Duomo su una brutta faccia, ma molto di più

Anonimo ha detto...

Da Intervista a Marco Revelli su IL MANIFESTO

Disegni un panorama parlamentare devastato. E fuori dalle camere?
Vedo un paese politicamente arreso e moralmente anestetizzato in ampie componenti. Un paese che sta in piedi per una rete ancora fitta di persone perbene, serie, che concentrano le energie sulla propria professione - insegnante, giudice, medico, libero professionista, lavoratore... L'Italia sta in piedi grazie a chi si sforza di far funzionare ospedali e scuole, i servizi pubblici, chi fa bene il proprio lavoro. Insegnanti e giovani che ci credono ancora, magistrati che non si arrendono di fronte al potere, chi guida un treno o un tram e cerca di farlo andare nonostante le porcherie a cui assiste. Intendiamoci, ci sono anche molti sindaci e assessori che credono ancora in qualcosa anche se sono soli, non più sostenuti dai loro partiti. Conosco centinaia di iniziative locali contro l'impoverimento dovuto alla crisi. Fatte da soli, senza i partiti, con il volontariato. E non ho incontrato una sola di queste persone perbene, di destra o di sinistra, che accetti quello che sta facendo Berlusconi. Nessuno che accetti che un uomo così sia chiamato a ridisegnare il quadro democratico.
Mi sembri troppo pessimista. Non c'è neanche un raggio di sole?
Lo «stato d'eccezione» un vantaggio ce l'ha: che chi non ci sta può riconoscersi facilmente. Che i diversi si vedono l'un l'altro. Serve una nuova classe dirigente perché quella attuale ha fallito. E se vogliamo un nuovo inizio da dove si può ripartire? Dall'autoselezione dei «ribelli».
E chi sarebbero questi «ribelli»?
È l'Italia che resiste. Gli operai che difendono il lavoro, i liberi professionisti che difendono la dignità, gli insegnanti che difendono un'idea di cultura, i politici che non ci stanno, i giornalisti che non si arrendono...
Però mi pare che il tuo discorso prescinda completamente dal declino di Berlusconi. Che non è affatto onnipotente, non solo per motivi anagrafici.
Distinguiamo Berlusconi dal berlusconismo. Il berlusconismo come stile di vita ha stravinto. Anche a sinistra. Ha colonizzato le anime al di là del suo bacino elettorale. È entrato nella testa di buona parte dei politici, che accettano uno stile di comunicazione orribilmente personalizzata. Accettano un sistema che ha distrutto la sfera pubblica cancellando la distinzione col privato. Che ha celebrato il trionfo della continua auto-contraddizione e affermato la relatività di ogni affermazione. La comunicazione collettiva è guasta. E tale rimarrà anche dopo Berlusconi. Se oggi per qualche miracolo giudiziario Berlusconi dovesse farsi da parte, il carattere liquido del nostro sistema politico non verrebbe superato, anzi, si frantumerebbe in tante direzioni diverse. In un quadro così polverizzato sarebbe da verificare chi avrebbe la forza di una nuova egemonia. Non la sinistra, sono quasi sicuro. Forse una destra mostruosa, o i territorialismi, o la chiesa. Certo, la persona Berlusconi è logora. Ma dopo l'incidente a piazza Duomo si sono tutti allineati al suo stile e si sono accomodati nella sua soap opera...
Veramente tutti tranne uno...
Di Pietro. Chapeau. Di questi tempi condivido tutto di Di Pietro. Perfino il suo italiano.
Ma perché?
Perché richiama alla realtà. Pronuncia parole legate a un mondo dotato di senso.