
Immagina di essere palestinese e che solo per questo hai perso la tua casa, la tua terra e sei stato cacciato per essere confinato in un campo profughi.
Immagina di aver lottato per mantenere la tua identità, la tua dignità e per poter tornare alla tua terra , per questo sei stato oggetto delle più efferate uccisioni e persecuzioni.
Immagina, inoltre, che perché rifiuti di abbassare la testa ti assediano e ti tolgono i più elementari diritti: il cibo, la casa, la cura sanitaria, lo studio, il lavoro ecc..
Immagina che perché ti sei ribellato a questa violenza hanno scatenato contro di te e la tua gente un’aggressione che ha provocato 1414 morti e più di 6000 feriti.
Immagina che per punire il tuo tentativo di ribellione vengano usate armi che rilasciano veleni cancerogeni o teratogeni.
Immagina che tutto questo dura da più di 60 anni e che il tutto avviene con la complicità dei paesi occidentali come l’Italia.
Alla fine e dopo aver subito tutto questo, cosa faresti?
Centinaia di persone come te, hanno deciso di recarsi a Gaza cercano di rompere l’assedio che strangola 1.500.000 palestinesi ivi residenti.
Il 27 dicembre alle ore 15 terremo un presidio in piazza Castello a Torino per dimostrare la nostra vicinanza alla gente di Gaza.
1 commento:
un breve e tardivo commento, tratto dal libro di Vittorio Arrigoni: "Restiamo umani". Arrigoni è il volontario che è rimasto a Gaza durante i giorni dell'attacco israeliano di un anno fa. "L'85% delle vittime sono civili. Dante non avrebbe saputo immaginare gironi dei dannati così infernali come le corsie degli ospedali di Gaza. La legge del contrappasso qui è applicata al contrario. Tanto più è innocente la vittima, tanto meno viene risparmiata dalle bombe. Davanti a uno degli ospedali vigila un carro armato e i cecchini sparano a qualsiasi cosa si muova. Nella notte, dalle finestre si è visto un edificio colpito dalle bombe incendiarsi e si sono udite le urla di intere famiglie, di bambini, implorare aiuto. Non hanno potuto muoversi e, impotenti, hanno osservato quei corpi arsi dal fuoco riversarsi in strada e ridursi in cenere".
doc
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