Buon anno ai Comitati...

Chi potrebbe mai immaginare di trovare un elogio dei comitati indipendenti di cittadini in un libro del “barone rosso” Alberto Asor Rosa? Eppure c’è, alla fine de Il grande silenzio. Intervista sugli intellettuali, a cura di Simonetta Fiori (Laterza 2009). Un libro in cui il disastro politico e culturale italiano è analizzato senza diplomatismi. Nel quale emerge la preoccupazione per l’attacco berlusconiano alla democrazia e per la corruzione antropologica prodotta dal berlusconismo. Ma non un libro senza speranza. Asor Rosa indica le “zone di resistenza”, come la magistratura e la scuola pubblica, entrambe non a caso sottoposte all’aggressione dell’”Uno”: racconta anzi di aver pensato di scrivere un “elogio della scuola italiana”. Ricorda che il nostro paese ha percorso tante volte il ciclo “speranze, attese, delusioni, sconfitte”, ma che “ogni volta ha ripreso da capo il suo cammino”, spesso grazie ad una potente spinta giovanile. Il “barone rosso” cerca di individuare i luoghi e i soggetti da cui potrebbe oggi nascere la controffensiva. Ed è così che nella penultima pagina possiamo leggere queste parole: “Da qualche anno mi sono impegnato in un nuovo lavoro ambientalista, in difesa del territorio e del paesaggio. Questa attività si fonda sulla spontanea associazione dei comitati di base, che stanno fuori dal meccanismo politico istituzionale. Dentro queste nuove esperienze circola una gran quantità di energie nuove, diverse, provviste di un pensiero forte. Lo stesso si potrebbe dire delle associazioni nel campo dei diritti civili. Naturalmente non penso che si tratti di esperienze in sé risolutive: penso però che si tratti di esperienze che si muovono nella direzione giusta. Il problema è come farle emergere, le nuove forze, sottraendole agli ingranaggi attualmente mortiferi della politica”.

Buon anno, comitati!

Paolo Ballesio.

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