| Il 12 giugno dalle ore 14 un presidio a Torino di fronte alla Prefettura per protesta contro la presenza del leader libico e per promuovere una politica di accoglienza dei migranti. |
Il leader libico Muammar Gheddafi è in Italia. È qua per parlare di immigrazione, e di respingimenti in mare. Chi conosce quale destino attende gli emigranti e i rifugiati respinti al largo di Lampedusa e imprigionati nelle carceri libiche, non può rimanere indifferente e complice. Circa il 50% dei “clandestini” che sbarcano sul nostro territorio ottengono lo status di rifugiato o la protezione umanitaria. Ma noi ora respingiamo anche loro in Libia, in un paese che non crede nei diritti umani, la cui polizia tortura e stupra, e che non esita a rispedire i rifugiati politici nei loro paesi d’origine, dove possono trovare la morte.
NOI VOGLIAMO UN’ALTRA SICUREZZA
Il diritto d'asilo è garantito dall'articolo 10 della Costituzione: “lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge”. Chiediamo il rispetto della Costituzione e, come già hanno fatto le Nazioni Unite, il Consiglio d'Europa, il Tavolo Asilo, la Cei, del diritto internazionale. Una sicurezza di pochi è l’insicurezza di molti.
I diritti e l’accoglienza sono le condizioni necessarie per poter parlare di sicurezza.
IO NON RESPINGO
Questo terribile attacco ai migranti, non ha precedenti nel nostro mondo “democratico” nel quale i “diritti umani” dovrebbero essere garantiti a tutti. Soprattutto a chi – come per secoli anche noi abbiamo fatto – fugge la miseria creata da un mondo ingiusto, o cerca riparo dalle guerre, dalle persecuzioni, dalla mancanza di libertà.
L’equazione immigrazione irregolare = criminalità, proposta un anno e mezzo fa dalla nostra politica, si è fatta largo nelle case degli italiani. I “barconi” al largo di Lampedusa, benché portino sul nostro territorio solo il 15-20% dei “clandestini”, sono diventati il simbolo di un’intransigenza necessaria per evitare “l’invasione”.
Il “clandestino”, nuova classe sociale del ventunesimo secolo, è un uomo che non deve esistere.
Il “clandestino” è pericoloso. Non ha famiglia, non ha casa, non ha speranze. Non ne ha il diritto.
È respingibile.
In Piazza Castello ci saranno proiezioni e musica, tanta voglia di stare insieme, i “vecchi” e i “nuovi” italiani, così come fecero i piemontesi e i siciliani, i pugliesi e i sardi. Noi ci accamperemo per essere vicini a tutti i nuovi cittadini, ai “quasi” nuovi cittadini, ai futuri nuovi cittadini. Italiani ed europei. Con tanta voglia di condividere la nostra città.
Alle ore 22:00 proietteremo il film “Come un uomo sulla terra”
CAMBIAMO ROTTA
Riteniamo che una cultura dell'accoglienza sia oggi la risposta necessaria. E vogliamo respingere l’ondata di intolleranza che ha investito il paese. Per cambiare rotta. E sapere accogliere.
CONTRO LE VIOLENZE DEL REGIME LIBICO SUI MIGRANTI
CONTRO I RESPINGIMENTI
PER UNA CULTURA DELL’ACCOGLIENZA
PER I DIRITTI DI TUTTI
Info: 328.423348.
Aderiscono all’iniziativa: (in ordine alfabetico)
- ACLI
- Anolf
- Antigone
- ARCI
- ASGI
- Centro Astalli
- CGIL
- Chiesa evangelica valdese di Torino
- Cipsi
- CISL
- Cnca
- Emmaus Italia
- Gruppo Abele
- Legambiente
- Libera
- Sei-Ugl
- SOS Razzismo
- Tavola della Pace
- Terra del Fuoco
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