Una serata molto interessante: non il consueto dibattito o la solita conferenza, ma un lungo colloquio in diretta, tramite videocollegamento in tempo reale con la città di Ramhallà, dove un gruppo di residenti dalla loro casa con il tetto gravemente danneggiato dalle bombe israeliane, hanno risposto alle numerose domande poste dal numeroso ed attento pubblico chivassese presente in sala. Relatore dell'incontro, e traduttore dall'arabo, Sami Hellac del Comitato torinese di solidarietà con la Palestina. "I grandi mezzi d'informazione occidentali non sempre hanno svolto il loro lavoro in autonomia. Anche a seguito della recente tregua dei combattimenti (ma sarebbe forse meglio dire tregua dell'aggressione), non sono emersi tanti particolari che fanno della questione palestinese una vicenda ben lungi dall'essere risolta", ci ha detto Sami Hellac. Lo stato israeliano in questi anni ha fatto di tutto per espellere la popolazione dai territori sui quali da sempre vivono i palestinesi. "Dalla guerra del 1967 in poi si è assistito ad un vero e proprio stillicidio di iniziative a senso unico, con la copertura politica degli Stati Uniti, in completa violazione delle numerose risoluzioni delle Nazioni Unite, che cercavano di dare un'interpretazione reale dell'annosa contesa territoriale. Anche per questi tristi precedenti i palestinesi non nutrono troppe speranze anche all'indomani dell'insediamento del nuovo Presidente americano Barak Hussein Obama", ha continuato il rappresentante palestinese. Da piu' parti nel corso della serata si è poi ribadito che è quanto mai necessario far crescere la solidarietà nei confronti di questo popolo oppresso, anche con il boicottaggio dei prodotti "made in Israel". Ricordiamocelo quando si va a fare la spesa: il codice a barre dei prodotti israeliani inizia sempre con le cifre "729": anche un piccolo gesto come questo puo' servire alla causa palestinese.
Effedy.
3 commenti:
Mi dispiace di non essere potuto intervenire ieri sera alla serata sulla Palestina, e mi scuso con chi ha fatto lo sforzo di organizzarla. Colgo l'occasione per tornare su una picola questione. Qualche giorno fa il blog ha pubblicato un invito a boicottare i prodotti provenienti dallo Stato di Israele, riportando il codice a barre che permette di riconoscerli. Avevo già postato un commento riguardante questa questa proposta. Avendo nel frattempo ricevuto una critica di Gino Folletti, inserisco come post entrambi i testi.
Riguardo alla proposta di boicottare i prodotti che provengono da Isreale, mi permetto di sottoporvi qualche mio dubbio, a cui non so dare una risposta netta. Boicottare i prodotti che provengono da Israele significa, in concreto, danneggiare non il governo che conduce le operazioni a Gaza, ma un determinato agricoltore X, produttore Y, commerciante Z. Siamo sicuri che sia colpa loro di quel che accade a Gaza? X, Y e Z potrebbero non avere nemmeno votato per il governo in carica, ma avere scelto qualche partito di opposizione. Io non voto Berlusconi, e non mi ritengo responsabile della sua politica estera.
Ma anche se X, Y, Z avessero votato per i partiti che sostengono il governo in carica, hanno veramente potuto scegliere "liberamente", senza condizionamenti, i loro rappresentanti in parlamento e il governo? In realtà, sappiamo che il voto degli elettori non è "libero", ma è condizionato da diversi fattori:
1) gli elettori non possono votare per chiunque, ma solo per quelli che compaiono sulle liste elettorali: quindi la loro possibilità di scelta è limitata; magari anche gli elettori israeliani, come quelli italiani, si turano il naso e votano quel che c'è;
2) quelli che compaiono nelle liste elettorali sono stati scelti dai partiti, spesso dal ristretto numero di dirigenti che veramente conta nel partito. Anche questo vuol dire che la scelta degli elettori è limitata: gli elettori hanno potuto scegliere solo tra chi è stato messo in lista dai partiti;
3) governi e poteri economici sono in grado di manipolare l'opinione pubblica grazie al controllo dei mass media. Lo sappiamo bene in Italia, dove in questo momento Berlusconi controlla di fatto 6 canali televisivi nazionali su 7. Se ammettiamo che molti elettori italiani sono manipolati e ingannati da Berlusconi e dai mass media, allora dobbiamo ammettere che anche gli elettori israeliani possono venire manipolati, cioè ingannati, fuorviati.
Questi sono i limiti delle nostre cosiddette "democrazie". Li conosciamo bene. Limiti che ci sono in Italia come in Israele. La nostre cosiddette democrazie sono in realtà oligarchie, governi di pochi potenti e non del popolo o dei cittadini. Mi è chiedo allora – è un dubbio che vi sottopongo - se è giusto danneggiare il contadino X, il produttore Y, il commerciante Y come se fossero responsabili delle azioni del loro governo.
piero meaglia
Caro Piero,
i miei genitori, che erano romagnoli, usando un termine del loro lessico locale, ti darebbero del "cacadubbi".
Pensare che i consumatori non possano decidere quale prodotto comprare e quale no, e che abbiano una sorta di responsabilità verso le aspettative di vendita dei produttori, è assolutamente paradossale.
Già bisogna accettare il fatto che i consumatori esprimono inconsciamente una volontà di acquisto che non è la loro, in quanto è indotta da un martellamento pubblicitario sia esplicito che sub-liminale, ma tu ipotizzi anche che si possa criminalizzarli se, con un ricupero di umanità, decidono di non comprare le scarpe Nike perchè fabbricate da schiavi, o le banane XY perché i coltivatori si intossicano di antiparassitari o, nel caso in questione, perché i produttori fanno parte di una nazione colonialista e violenta.
Ritengo che i tuoi dubbi sorgano per un meccanismo di autocensura, frutto spontaneo della purtroppo consueta "messa in stato di accusa" di chiunque osi criticare il comportamento di Israele.
La conclusione mi pare chiarissima: chi ha deciso di non comprare prodotti col codice 729 afferma in primo luogo la propria libertà.
Gino Folletti
24/01/09 9.20
Anonimo ha detto...
Cao Gino,
so bene di dire cose impopolari tra di noi. Ma proprio tu insegni a non essere conformisti, anche se le cose a cui assistiamo a Gaza sono atroci. E aggiungo una ulteriore considerazione: boicottare questi prodotti può andare a danno dei palestinesi,e in generale dei non ebrei che vivono e/o lavorano in israele, e normalmente sono la parte più debole di quella società. Anche questo è essere cacadubbi?
piero
24/01/09 16.50
caro piero condivido pienamente le posizioni di gino, penso che le azioni di boicottaggio siano uno dei tanti mezzi per costringere uno stato a rivedere le proprie politiche,probabilmente i produttori x,y,z, non hanno molte colpe,forse hanno anche votato contro il governo israeliano in carica ma il massacro palestinese continua da quasi 60 anni sotto qualunque tipo di governo di destra o di centro sinistra,durante il massacro di gaza la frangia pacifista israeliana ha convocato una manifestazione di protesta dove a differenza delle altre volte hanno partecipato meno di 1000 persone,l'arma del boicottaggio e forse l'unica arma che abbiamo per incidere in un'economia che si arricchisce sulle spalle dei palestinesi sfruttandoli e sottopagandoli quando serve e massacrandoli e rinchiudendoli in altri casi e non dimentichiamo un'altra cosa importante la maggior parte delle terre delle multinazionali israeliane sono state sottratte con la forza al popolo palestinese e la costruzione del muro e l'ennesima riconferma, i terreni migliori e le sorgenti d'acqua in israele e ai palestinesi solo la polvere se i produttori x,y,z, hanno tanto a cuore la sorte dei loro intrioti facciano pressioni sul proprio governo perchè israele si ritiri nei confini del 67 e riconoscae e rispetti l'onu e le 72 risoluzioni che lo vedeno condannato (sarebbero state molte di più se non ci fosse stato il loro fido compagno di massacri gli USA con il loro veto)riconosca lo stato palestinese così i produttori x,y,z,potranno di nuovo vendere i loro prodotti. comunque piero noi abbiamo lanciato l'idea del boicottaggio se tu hai nuove idee che colpiscano nel segno indicaci la strada saremo contenti di condividerla. silvanp
Non ho idee da proporre. Magari ne avessi. Esprimo solo, come faccio dei solito, dubbi che mi vengono. Grazie per le informazioni. Piero
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