Per salvare il Bosc Grand...


Casalborgone: 200 firme per salvare il Bosc Grand

Un gruppo di cittadini ha incontrato il Sindaco e ha depositato negli uffici comunali una lettera nella quale si chiede all’Amministrazione comunale di impegnarsi nella protezione delle risorse naturali del luogo e di porre fine alle attività motoristiche che danneggiano il Bosc Grand, revocando la deliberazione del 1983 che vi autorizza il fuoristrada. In calce alla lettera quasi duecento firme: cento raccolte a Casalborgone, le altre a Castagneto Po, Aramengo, Rivalba, Berzano San Pietro. La sottoscrizione prosegue. Non solo a Casalborgone, dunque, ma anche in altri comuni: il Bosc Grand è infatti un bene di tutti, un luogo tanto prezioso dal punto di vista naturalistico da essere stato dichiarato un Sic (Sito di importanza comunitaria), protetto dalla legislazione europea.
Però il Bosc Grand e le colline non sono soltanto un bene «ambientale». Anche se fossero solo questo, meriterebbero comunque di venire protette, perché un ambiente degradato compromette la salute di tutti, e ogni metro quadrato di verde salvato salva la nostra salute. Ma il Bosc Grand e le colline possono anche diventare una risorsa economica a beneficio della collettività.
E’ questo l’aspetto che i cittadini hanno sottolineato nell’incontro col sindaco. Essi stessi si stanno adoperando per valorizzare le ricchezze ambientali del territorio anche sotto l’aspetto economico. Tra le tante iniziative: «Con il CAI ed altre associazioni si stanno programmando uscite escursionistiche anche a tema ambientale e culturale». Inoltre è allo studio «una guida geologica per la valorizzazione delle singolarità geomorfologiche del Bosc Grand da proporre anche…alla Provincia di Torino».
Legittimamente i commercianti si preoccupano del futuro e considerano i raduni motoristici una fonte di guadagno. Ma è una fonte destinata ad inaridirsi, ma mano che la legislazione ambientale diventerà più restrittiva. Molto meglio, in alternativa, valorizzare economicamente la risorse naturali del territorio attraverso le tante forme di turismo sostenibile, cioè compatibile con la tutela dell’ambiente: la crisi economica spingerà molte famiglie che vivono nelle città a cercare per le loro gite delle mete più vicine e meno costose, ma non meno attraenti, del mare e della montagna. I cittadini che hanno raccolto le firme hanno anche proposto all’Amministrazione di incentivare il recupero delle tradizionali e pregiate produzioni agricole del posto, inserendosi così nell’attuale tendenza a far rinascere le campagne lentamente abbandonate negli ultimi decenni.
Piemme.

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