Un posto di lavoro per Sergio Cofferati...


Questa mattina dalle 7,15 alle 8, a “Prima pagina”, Radio3, lettura dei quotidiani:dopo la rinuncia a ricandidarsi a sindaco a Bologna, Cofferati vivrà a Genova con la famiglia, e «per lui si pensa alla presidenza del Teatro Carlo Felice». E via con il gossip politico: la soluzione forse non piace al sindaco Vincenzi, a qualcun altro piace, ecc. Domanda: e perché mai si dovrebbe «pensare» di trovare un posto di prestigio per Cofferati? Se vuole ancora lavorare per il bene della collettività, se vuole continuare a fare politica, immagino nel PD, si iscriva a un circolo del partito come semplice militante e porti il contributo della sua esperienza e delle sue capacità. Non farà fatica, oltretutto, ad arrivare al vertice locale del partito. Invece no: per lui «si pensa al Carlo Felice», per lui si cerca una poltrona eccellente. Magari sono solo chiacchiere. Ma la notizia, o il gossip, rivela i meccanismi mentali che si sono ormai radicati nelle teste della nostra ineffabile casta: per un politico che lascia un posto bisogna trovargliene un altro, almeno la presidenza di qualche ente. Non viene loro nemmeno in mente che possa starsene a fare tranquillamente il pensionato, il papà, il militante di base. Per la casta è normale pensarla così: gli si deve trovare una cadrega. Mentre un cittadino comune che per ragioni di famiglia deve cambiare città si sbatte a cercarsi un nuovo lavoro. Per non citare i soliti Stella e Rizzo vi cito un altro autore che ci piace poco, ma che forse qualche vota ha ragione: "un oligarca politico non perde mai il suo status. Come nell'ancien regime poteva capitare che un nobile si riducesse con le pezze al culo, ma non perdeva i privilegi di casta, così in democrazia gli appartenenti alle oligarchie politiche possono esere sconfitti e anche uscire di scena senza perdere i propri iprivilegi, che non sono come nel mondo feudale, quelli del sangue ma del denaro".
Ma per me il problema è questo: in molti di queste governi locali di centrosinistra, come a Genova, Rifondazione è in giunta. Per non rompere, per non creare grane alla giunta, alla maggioranza, deve tollerare tutto oppure no? Una domanda che giro a Paolo Ferrero.
Primo Carnera.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ci sono caste e castine dappertutto. Basta gironzolare sui siti degli enti locali. Sapete cos’è il Corecom? Il Comitato regionale di controllo sulle telecomunicazioni. Una specie di Authority regionale. E’ composto da otto membri. Sono nominati dal consiglio regionale. Dovrebbero venire scelti tra “persone che diano garanzia di assoluta indipendenza sia dal sistema politico istituzionale…” e che “posseggano comprovata competenza ed esperienza nel suddetto settore nei suoi aspetti culturali, giuridici, economici e tecnologici”. Basta dare uno sguardo ai curricula pubblicati sul sito del Corecom per porsi qualche domanda sulla “competenza ed esperienza” in materia di telecomunicazioni. Qualche esempio. Rossana Boldi, “Laureata in Medicina e Chirurgia, con specializzazione in odontostomatologia e ortodontia”. Senatrice della Lega Nord dal 2001 al 2006. Nel 2006 non rientra in parlamento, e viene nominata membro del Corecom: con le competenze da medico dentista? Nel 2008 viene rieletta in Parlamento e sostituita da Luca Procacci: sul suo sito professionale si legge che è avvocato e si occupa di assicurazioni. Dov’è la competenza in materia di telecomunicazioni? Gian Pier Battista Godio: "Diplomato Itis, insegnante e poi responsabile del Servizio di informatica del Centro Ricerche dell’Enea di Saluggia (VC), in pensione". Dov’è la competenza in materia di telecomunicazioni?
Piero Meaglia