
Quando il Movicentro e' nato, in sordina come l'amministrazione pubblica e' solita fare, e' stato dipinto come una grande opera cittadina che nel contempo permetteva di Riqualificare una zona abbandonata a se stessa. "Riqualificazione?" Questo e' l'interrogativo che si pongono gli anziani ospiti nella casa dell'Opera Pia di via Italia e i residenti di Via Don Giulio Isola, via Siccardi e via Cairoli. Ovviamente la domanda e' retorica per quei residenti che si trovano a fare i conti, loro malgrado, con musica e concerti notturni (non serali), gare automobilistiche, partite di pallone improvvisate ma puntuali, teppisti, ubriachi, risse violente, bottiglie rotte. Tutto a pochi metri dalle case. Occorre far notare che il Movicentro e' costituito di un piu' ampio progetto del quale fanno parte un edificio ex novo che ospita quattro locali commerciali e la ristrutturazione di un vecchio edificio in cui verra' collocata retorica: a fronte di un budget limitato, a cosa si e' dato la precedenza, alla Biblioteca di pubblico interesse o alle strutture commerciali? Risposta scontata. E chi ha vinto l'appalto pubblico per l'assegnazione in toto delle quattro attivita' commerciali? Il senatore Fluttero, sindaco di Chivasso ai tempi dei lavori di ri-qua-li-fi-ca-zio-ne. La stessa opera da lui tanto voluta, finanziata con soldi pubblici, Regione e Comune ora e' gestita da una societa' che fa capo proprio a Fluttero, che affitta quattro locali commerciali al costo di affitto di quattro appartamenti. Conflitto d'interessi? Manco a dirlo. I Carabinieri, i Vigili Urbani e l'Ufficio Relazioni col Pubblico del Comune sono oggetto di telefonate di cittadini che nel cuore della notte sono disturbate dai concerti live e dagli schiamazzi che hanno origine proprio in uno di quei locali, che non esita a piazzare potenti amplificatori e casse adatte a concerti all'aperto nel piazzale del Movicentro. La musica risuona e rimbalza sulle facciate delle case propagandosi con noncuranza delle persone che li attorno vivono in balia di gestori arroganti sensibili solo ai loro tornaconto. Quando i Carabinieri arrivano, vengono salutati attraverso i microfoni con tono sfottente e per nulla intimidito. Nella migliore delle ipotesi la musica cessa, ma non appena rimonta in auto, come d'incanto il concerto riprende. Poi ci sono gli Europei di calcio, le feste di fine scuola, di inizio estate; l'unico limite e' la fantasia. E il livello del rumore aumenta in quantita' ed in intensita'. E quando la bella stagione finisce, si ricomincia con le feste danzanti nel Dopolavoro dei Ferrovieri, a ridosso delle case di via Don Giulio Isola. Anche questa e' una storia nata ormai tanti anni fa, che ha prodotto la raccolta firme di duecento residenti che protestano per il disturbo causato dalla musica prodotta in un locale prefabbricato a pochissimi metri dalle case. Gli interessi privati da parte di chi dovrebbe fare invece gli interessi pubblici non sono una novita' nel Paese Italia. Ma cosa dovra' accadere affinche' le coscienze addormentate di tutti noi si sveglino dal torpore quotidiano a cui siamo assuefatti? E' parere di molte delle persone ascoltate che il frutto di questi disordini che hanno come base il Movicentro scaturiranno presto o tardi in qualche evento di cronaca dai contorni tragici. Allora i giornali titoleranno in prima pagina "Tragedia Annunciata"? Cari amministratori, i cittadini hanno bisogno di sapere e capire che il controllo del territorio e il rispetto delle regole siano nelle mani giuste. La Polizia Municipale straordinariamente nei mesi estivi presta servizio fino alle 23.30, quando tutti sanno che per i ragazzi di oggi a quell'ora la nottata e' appena iniziata. I Carabinieri accusano un organico sottodimensionato rispetto alla copertura territoriale assegnata. La Polizia Stradale e' messa anche peggio. La disponibilita' delle forze dell'ordine non sembra in grado di fornire azioni di prevenzione, ma di intervenire solo a fronte di reati o crimini gia' avvenuti. L'amministrazione comunale si volta dall'altra parte e fa finta di non vedere e non sentire sapendo di non avere nessuna responsabilita' diretta. Ma se organizzassimo delle feste sotto casa del Sig. Sindaco Bruno Matola in via De Gasperi a tutto volume con gli stereo delle automobili ci sarebbe la stessa apatia? I cittadini chiedono aiuto a Lei in prima persona, Sindaco Matola.
I Residenti della zona Movicentro. | |||
Nessun commento:
Posta un commento