
CHIVASSO - La scorsa settimana è stato ufficialmente presentato il Circolo della Sinistra Europea di Chivasso, il partito politico fondato nel 2004 a Roma, con la partecipazione di partiti politici socialisti, verdi e comunisti di tutta Europa, non solo Ue. "La Sinistra che fa la Sinistra " è stato il titolo della mattinata, moderata da Antonio Capuano, alla quale hanno partecipato diverse anime della sinistra chivassese. Nella sua relazione introduttiva, il coordinatore del circolo chivassese della Sinistra Europea, Renato Dutto, ha sottolineato che «è giunto il momento in cui sembra possibile unire in un progetto comune tutti coloro che operano nei partiti di sinistra. Occorre in sostanza una forza politica che rappresenti la Sinistra nel suo insieme e che faccia sentire la voce di coloro che vivono sulla loro pelle i disagi di una società che precarizza ed impoverisce in nome del profitto». Il segretario chivassese di Rifondazione Comunista, Giovanni Mastroleo, ha sottolineato che «a Chivasso l'unità di intenti Ds-Margherita viene vissuta dal 1997. Le decisioni imposte con la legge dei numeri hanno portato soltanto a rovesci e sconfitte, come alle ultime tre elezioni comunali. A Chivasso, nelle elezioni politiche, la sinistra raccoglie circa il 20 per cento dei voti. Non è poco. E' un momento in cui bisogna darsi da fare ed avviare un processo nella sinistra. Da oggi dobbiamo gettare le basi per le prossime elezioni comunali e non aspettare a decidere il da farsi nell'ultima settimana prima della presentazione delle liste. Chivasso ed il territorio hanno tanti problemi, da quelli della disoccupazione a quelli ambientali, ed è da lì che bisogna partire». Il portavoce locale di Sinistra Democratica, Riccardo Migliori, in rappresentanza dell'area ex Ds guidata da Mussi che non ha accettato di entrare nel Pd, ha sottolineato: «Non bisogna guardare solo al proprio orticello. Sinistra Democratica è un movimento, non un partito. L'obiettivo è di formare un nuovo partito con altre forze, con un processo di coinvolgimento della gente. Bisogna però trovare le modalità adeguate». Il consigliere regionale di Uniti a Sinistra, Enrico Moriconi, dopo aver ricordato che «Sinistra Europea e Rifondazione Comunista si stanno impegnando per favorire un processo di unità della sinistra», ha lanciato la proposta degli «Stati generali della sinistra, con il coinvolgimento di militanti, simpatizzanti e cittadini interessati». Per il segretario della federazione provinciale di Rc, Gianni Favaro, «la Sinistra Europea rappresenta un'intuizione politica importante, che apre una discussione sul merito e non persegue la "fusione a freddo" tra classi dirigenti, come sta avvenendo invece tra Ds e Margherita nel Pd. Noi dobbiamo unire le forze partendo dal basso». Sono intervenuti il neo assessore di Monteu da Po Massimo Zesi («Occorre affrontare il problema dei costi della politica, molto sentito dai cittadini. A livello locale, le scelte di Chivasso comportano un riflesso su tutto il circondario. E' necessaria la collaborazione con le realtà circostanti, per affrontare i problemi nella loro dimensione territoriale») e dell'assessore di Lauriano Adriano Borello («Bisogna trovare il modo per coinvolgere i giovani nella politica»). Piero Meaglia, del circolo Rc di Chivasso, ha invocato una maggiore sobrietà della politca «nelle società pubbliche o con partecipazione pubblica, da Seta a Provana, da Chind a Canavese Sviluppo», mentre Carla Fabian, militante di Rc, ha rilevato «quanto sia difficile parlare di politica nel luogo di lavoro». Ha partecipato ai lavori anche il consigliere comunale chivassese di Rc Michele Scinica. La mattinata si è conclusa con la decisione di convocare una riunione operativa per decidere le prime iniziative di Sinistra Europea a Chivasso.
Frediano Dutto.
3 commenti:
Auguri a Sinistra Europea.
Io credo nel progetto del Partito Democratico: pur con tutte le legittime critiche che si possono avanzare al modo in cui sta partendo, credo che sia un progetto che può funzionare. Dipende da chi e come ci entra dentro: credo che la situazione sia talmente grave, in questo paese, che la prima cosa sia ripartire dal buon senso, dalla capacità di parlarsi, dai valori e dalle competenze. Non ci sono rivoluzioni alle porte, non riusciamo neppure a procedere con una convivenza civile in un paese che si pensa e si vede povero, triste e derelitto: non riusciamo ad inventarci un mondo nuovo, compagni, se prima non salviamo almeno quello che c'è di buono in questo.Riaggregarsi, abituarsi a condividere e a portare avanti progetti, e mi sembra che sia anche lo scopo di Sinistra Europea.L'importante è che finisca questo andazzo distruttivo, sfiduciato, esasperato, incazzato, forcaiolo.L'importante, secondo me, non è il luogo fisico o politico in cui si ricomincia a ricostruire questo paese esausto, ma il fatto di rimettersi insieme a costruirlo.
Ciao.
Marco Zanette.
Ho dei seri dubbi sul progetto del PD. Tu dici che dipende da chi ci entra. Ma questo è solo un pezzo, nenache il piu' grande, del problema. Basta guardarsi intorno per capire che non si è proprio in bella compagnia, a parte eccellenti eccezioni. Certo nessuno di noi crede che ci sia una qualche "rivoluzione" alle porte; io addirittura considero troppo "molle" e moderata la proposta della Sinistra Europea, cosi' come e' stata lanciata da Bertinotti. Forse mi sbagliero', ma non temo di invecchiare tenendomi in tasca ben strette le speranze di un cambiamento, anche radicale, della società in cui siamo immersi. La stessa speranza con la stessa convinzione di qualche decennio fa, quando inevitabilmente eravamo piu' giovani. Non si tratta di essere cocciuti e refrattari ai compromessi, ma di mantenere vivo una idea di cambiamento sociale in coerenza con qunto si è detto e fatto per tanti anni.
Ti faccio comunque tanti auguri per la tua futura militanza (si puo' ancora dire questa parola?) nel PD, ma mi sembra che i progetti (anche quelli piu' ambiziosi), se non nascono con un po' di cuore e con tanta anima abbiano le gambe corte...
Cordialmente: fredi.
Nella manifestazione chivassese della Sinistra Europea è stato toccato il tema della “questione morale”, altrimenti detta questione dei costi della politica, ecc. ecc. E’ stata sottolineata l’opportunità che Rifondazione e la SE mandino in forte segnale al riguardo. Ad esempio cercando di far presentare anche nei comuni vicini un ordine del giorno sui CdA delle società pubbliche e miste. Ho letto qualche giorno fa su Liberazione la sintesi della relazione che Franco Giordano ha svolto in preparazione del congresso di Rifondazione. Non ho trovato posta in evidenza la questione morale. In parte la lacuna è comprensibile: incalzavano altre e importanti scadenze, come il referendum dei lavoratori, le decisioni del governo, la manifestazione nazionale. Ma penso che le questione morale debba venire affrontata con più attenzione. Oltretutto quella morale e quella sociale non sono due questioni indipendenti l’una dall’altra. La cosiddetta “casta” – il termine non mi piace e condivido quanto scritto da Primo Carnera nella recensione al libro – non viene criticata solo perché costa troppo alla collettività, ma anche perché, nel suo complesso, non restituisce un efficace servizio alla collettività medesima. Costa molto ma non rende. Costa, ma non riesce a far funzionare bene lo Stato e le istituzioni pubbliche, dall’azione di governo fino ai servizi più vicini alla nostra vita quotidiana. Ma il malfunzionamento dei servizi pubblici colpisce soprattutto le fasce deboli della popolazione: quelle alte hanno le risorse con cui rimediare. Perciò i costi e le cattive prestazioni delle categorie dei politici, degli amministratori, dei consulenti, ecc. non sono un problema estraneo e lontano dalle preoccupazioni di coloro che tribolano ad arrivare alla fine del mese.
Piero Meaglia
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