Si continua a discutere, anche a Chivasso, del libro “La casta” di Stella e Rizzo e dei costi della politica e dell’amministrazione. Ad una domanda postagli da questo settimanale, il sindaco Matola ammette che anche nel nostro territorio si dovrebbe ridurre il numero dei membri dei consigli di amministrazione, ma aggiunge: “Però non è questo che salva la situazione. Sono bel altre le sacche di spesa”. Può darsi, ma che cosa impedisce di cominciare da qui e dare il buon esempio? Una risposta come quella del sindaco è frequente: c’è sempre “ben altro” da tagliare. Tanto che è stato coniato il temine benaltrismo”.
Vediamo appunto la situazione nel nostro territorio, prendendo ad esempio quattro società di cui il comune di Chivasso possiede una quota di capitale: SETA, PROVANA, CHIND, CANAVESE SVILUPPO. Un comma della legge finanziaria, il 927, e la normativa successiva, hanno stabilito che nelle società partecipate totalmente da enti locali il numero complessivo dei membri di amministrazione non sia superiore a tre, o a cinque se il capitale ammonta almeno a due milioni di euro; e che nelle società a capitale misto pubblico e privato il numero dei membri nominati dagli enti locali, regione compresa, non sia superiore a cinque. E si potrebbe osservare che, dopo un anno di accesa discussione sui costi superflui della politica, queste disposizioni appaiono già invecchiate. Tant’è vero che fioriscono proposte più restrittive. Piero Fassino, ad esempio, chiede che anche nelle società miste a capitale prevalentemente pubblico il numero dei consiglieri venga ridotto a cinque. Può darsi che la normativa di attuazione della finanziaria non sia stata ancora completata. Ma le sue prescrizioni mi sembrano ragionevoli, e mi chiedo se non sarebbe oggi opportuno che le società vi si conformassero.
In tal caso SETA avrebbe un Cda di cinque membri, e invece ne ha otto. SETA peraltro è benemerita, perché nel suo sito internet pubblica l’entità del capitale sociale, la sua distribuzione percentuale tra i soci, e la somma degli emolumenti complessivi lordi del consiglio di amministrazione. Dati elementari, ma che i siti di altre società non forniscono nemmeno: e questo è un bel problema di trasparenza, che non sembra stare molto a cuore ai loro dirigenti. Il Cda di PROVANA, totalmente pubblica, capitale sociale 600 mila euro, avrebbe tre membri: invece ne ha sei. CHIND di Chivasso ha tredici consiglieri. È una società a capitale misto, e i membri del CdA nominati dagli enti pubblici - comune, provincia, regione - dovrebbero essere cinque: mi risulta che siano nove. Sono veramente tutti necessari? E veniamo a CANAVESE SVILUPPO. Apro il sito internet: il consiglio di amministrazione ha sei membri. I comproprietari sono il Comune di Chivasso, (due consiglieri), la Provincia di Torino (uno), Finpiemonte (uno) e il Distretto Tecnologico del Canavese (due). Quest’ultimo è in parte privato, e quindi Canavese Sviluppo può essere considerata a capitale misto. Dunque può legittimamente avere un Cda che supera i cinque membri. Ma sono veramente indispensabili i due consiglieri nominati da Chivasso e dal Distretto tecnologico, o basterebbe uno ciascuno?
E’ però necessaria una precisazione. Il presidente del CdA risulta ancora Giuseppe Bava. Ma da tempo non è più lui. Se è così, il sito non è nemmeno stato aggiornato: da chi è composto il nuovo consiglio di amministrazione? Canavese Sviluppo ha “come oggetto sociale lo sviluppo e la promozione del territorio canavesano”. Ci aspetteremmo una società attiva, intraprendente, innovativa, sempre all’altezza dei tempi. Invece – almeno fino al momento in cui scrivo, cioè il 6 ottobre – non si è nemmeno curata di cambiare il nome del presidente e dei consiglieri. Con queste premesse, che cosa mai può “sviluppare” Canavese Sviluppo?
P.S. Con la delibere n. 150 dell’ottobre 2006 l’amministrazione comunale ha assegnato a Canadese Sviluppo, per la somma di 10.000 euro, l’incarico di “predisporre un progetto di riqualificazione del mensile Mercà d’la Tola”, e con la delibera n. 181 del 14 novembre le ha ancora affidato, per 30.000 euro, l’“Elaborazione del progetto Chivasso Porta del Canavese – I paesaggi della storia”. Canavese Sviluppo ha portato a termine i due incarichi per i quali deve aver ricevuto complessivamente 40.000 euro?
Piero Meaglia
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