Risposta a Piero per fatto personale.



Visto che sono direttamente citato nella lettera di Piero, mi sento in obbligo di rispondere, almeno per quanto mi riguarda. Innanzitutto non capisco a che titolo Piero abbia scritto. Se a titolo personale o come rappresentante chivassese del Movimento 5 stelle, di fresca costituzione. Se, come penso visto il tono della lettera, è stata fatta a titolo personale, non posso che fare i miei complimenti a Piero, per la sua indiscussa schiettezza.
Non è certo la prima volta che Piero, spesso in assoluta solitudine, esprime il suo pensiero, che spesso ho condiviso, su alcuni aspetti della vita politica chivassese. 
Lo devo inoltre ringraziare per l'attribuzione di alcune iniziative che però sono state (nella loro semplicità) importanti non tanto per chi le ha proposte, ma proprio per l'adesione di molti, senza bandiere o primati di partito. Epperò non posso condividere la sua impostazione dello scontro politico con i buoni e i cattivi. La politica, per me è un luogo in cui ci si confronta e dove valgono non la giustezza del proprio pensiero, ma il voto degli elettori. 
Evitando di ragionare per massimi sistemi, e restando nel nostro territorio, i risultati dell’azione di questa giunta di centro destra sono chiari e sotto gli occhi di tutti: La Chivasso di oggi, pur essendo passata da tre giunte che hanno avuto a disposizione molti denari pubblici, non è meglio di quella di 15 anni fa.
 I trasporti sono gli stessi di allora, se non peggiorati, lo sviluppo edilizio non ha migliorato la qualità della vita, ma anzi in molti casi l’ha peggiorata, con le nuove costruzioni fatte senza servizi e in zone facilmente alluvionabili. Le zone industriali o artigianali sono cresciute come funghi, ma questo non ha portato ad un aumento dei posti di lavoro,che anzi hanno avuto una contrazione.
Ed è evidente che le responsabilità di questa crescita che ha favorito solo alcuni e  non l’intero territorio hanno responsabilità che vanno oltre alla maggioranza che ha governato la città, con una robusta corresponsabilità di Regione e Provincia. Con la difficoltà dei partiti presenti in consiglio comunale ad esprimere un’opposizione efficace ed efficiente, dotata di un proprio progetto cittadino, attenta a cosa Matola e company stavano realizzando.
Ma da questa situazione non se ne esce se non attraverso il confronto e la capacità di proposta, non tanto alle forze politiche ma ai cittadini. Dobbiamo riuscire a costruire un progetto che interpreti le necessità dei Chivassesi, non le necessità delle segreterie dei partiti. Ed è per questo che ritengo lo sfogo di Piero comprensibile se espressione della sua personale incazzatura, controproducente se  arriva dall’esponente di una forza politica che vuole cambiare lo stato delle cose.
Se questo è il modo con il quale il Movimento a Cinque Stelle cerca di entrare nella vita politica Chivassese, dubito che possa servire a mandare a casa Matola o ad aiutare l’opposizione nel trovare un accordo che, modificando gli errori e le convenienze del passato, ridia a questo territorio futuro e prospettiva.
Come Federazione della Sinistra stiamo cercando di percorrere una strada di costruzione di alleanze per cambiare la giunta alle prossime amministrative. Chiaramente non ad ogni costo, ma con un programma chiaro e con un progetto condiviso. Se questo sarà possibile andremo avanti unitariamente, altrimenti nulla impedisce di proseguire su strade diverse. E lo facciamo con chi è presente nella vita politica che su questo assomiglia ad una famiglia. Se c’è una cosa che non ti puoi scegliere al mondo sono i parenti, ognuno ha quelli che ha, piaccia o meno. Poi si può litigare, non frequentarsi, andare d’accordo. 
Ma se si vuole  o se si deve fare qualcosa insieme ci si deve parlare. A meno che non si intenda essere come spesso ci siamo trovati in questi anni, solitari e poco incisivi. Magari nel giusto, almeno ideologicamente, ma inutili. 
Non saranno le testimonianze a fermare la cementificazione del territorio, ma la capacità di creare consenso sulle nostre proposte politiche. Anche da chi, spesso è almeno corresponsabile dei problemi che abbiamo di fronte. Prendo ad esempio la questione dell’acqua. Penso importante che tutte le forze politiche di  centrosinistra chivassesi si siano espresse contro la sua privatizzazione, e come Federazione della Sinistra proponiamo che tra i punti della prossima amministrazione ci sia la ripubblicizzazione del servizio chivassese per ridare ai cittadini il controllo del servizio, attualmente nelle mani di una società non pubblica, che pensa più all’utile di bilancio che agli investimenti di modernizzazione del servizio.
Chi ci vuole stare si faccia avanti, per quanto ci riguarda non porremo questioni di simbolo o di pregiudiziali. Certo che ci farebbe piacere ricompattare la sinistra chivassese ricreando uno spazio comune non solo alle componenti partitiche ma anche per tutti coloro (e sono tanti) che in questi anni hanno smesso di fare politica o sono addirittura passati in altre  formazioni politiche, travolti dalle paure che questo regime spande a piene mani.


Massimo Zesi

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