Fino a quando?


CHIVASSO - Fino a quando la sinistra chivassese – Sinistra e Libertà e Federazione della sinistra –  si farà prendere in giro dal Partito democratico? All’incontro fra tutti i partiti del centrosinistra, organizzato nella redazione de “La Voce” domenica mattina 12 settembre, il Partito democratico non si è presentato. C’erano Marco Riva Cambrino per SeL e Massimo Zesi per la Federsinistra. Il PD no. Il giornale aveva invitato Gianni Pipino, che da ottobre sarà probabilmente il nuovo coordinatore locale: ma Pipino non ha accolto l’invito adducendo come motivazione che non è ancora in carica. Formalmente il coordinatore è ancora Pasquale Centin, ma nemmeno lui è andato all’incontro. L’assenza del Pd può avere le sue buone ragioni: forse quella di non esporsi pubblicamente su questioni ancora da decidere in negoziati riservati. Ma al momento Riva Cambrino e Zesi non riescono a ottenere un incontro dal PD nemmeno a porte chiuse. Però si legge su “La Periferia” di mercoledì 15 settembre che il Pd il tempo lo trova per incontrare Gianluca Vitale, organizzatore di una lista che potrebbe sostenere l’avvvocato De Mori. Fino a quando SeL e la Federazione della sinistra sopporteranno? Eppure potrebbero rivendicare con orgoglio di essere stati in questi cinque anni molto più attivi del Pd. Riva Cambrino è stato il protagonista della prima delibera di iniziativa popolare presentata a Chivasso, su un tema importante come la discarica, senza contare gli ordini del giorno presentati da SeL in consiglio comunale su questioni altrettanto rilevanti, come la trasparenza amministrativa. Quanto a Rifondazione comunista, è stata presente e spesso promotrice di molte iniziative su problemi importanti della città e del paese: i trasporti, con la sua presenza nel Comitato per il nodo ferroviario di Chivasso, la sanità, con l’inchiesta realizzata tempo addietro sui reparti dell’ospedale, l’ambiente e l’urbanistica, con la sua partecipazione alle battaglie degli ambientalisti, la trasparenza amministrativa, con la sua indagine sulle determine e la segnalazione alla Corte dei conti, la raccolta delle firme per l’acqua pubblica, che probabilmente a Chivasso non sarebbe nemmeno partita senza l’impegno di Massimo Zesi, la democrazia e i diritti, con il banchetto lampo sul caso Englaro e il testamento biologico, e poi con il sostegno al Teatro a canone espulso dal Teatrino civico dal sindaco predicatore, il reverendo Matola, e poi ancora con la manifestazione contro la legge bavaglio davanti alle sedi dei giornali chivassesi. Ecc. ecc.
Ma il Partito democratico, che non trova il tempo per incontrare i suoi potenziali alleati di sinistra, lo trova per sistemare sulle poltrone del sottogoverno torinese i propri uomini. Che a Chivasso non hanno fatto nemmeno un decimo del lavoro che hanno svolto SeL e la Federazione della sinistra. Pasquale Centin ha ricoperto per tre anni il ruolo di coordinatore del circolo “Barack Obama”: non mi ricordo di averlo visto ad un consiglio comunale, non ricordo un suo intervento incisivo su qualche importante questione chivassese. Come se non fosse esistito. Eppure è stato appena premiato con due incarichi prestigiosi: responsabile provinciale degli enti locali per il suo partito e consigliere di amministrazione di GTT. Ma un premio a che cosa? All’inerzia dimostrata a Chivasso? Ora leggiamo che il consigliere comunale Mario Fatibene è stato nominato membro del consiglio di amministrazione del Teatro Stabile a Torino. Un premio a che cosa? Alla sua instancabile e indimenticabile attività di consigliere comunale? Che sovente consiste nell’arrivare in ritardo in consiglio, nel sedere per cinque minuti al suo posto, e poi nel gironzolare distrattamente in sala e fuori, con la testa chissà dove, alla ricerca di qualcuno con cui scambiare due chiacchiere su chissà cosa. A meno che sia stata premiata la competenza: qualcuno dice che Fatibene è un grande studioso di teatro in incognito. Se è così ritiro tutto e auguri a Shakespeare. In fondo, da anni – dopo la presidenza di Germani alla Fondazione circuito teatrale del Piemonte – Chivasso non mandava a Torino uno dei suoi numerosi e celebrati esperti di teatro: in città ce ne sono tanti che non si sa più dove metterli.
P.S.  A proposito di sedie, il suo posticino, senza chiasso, l’ha avuto anche il segretario del Trota Party, Danilo Gamberini, nominato nel Distretto tecnologico del Canavese. Credenziali? Competenza? Vabbé, prende solo il  gettone di presenza, appena 55 euro alla volta. Un modesto antipasto, diciamo acciughe al verde, in attesa degli agnolotti alla piemontese nella prossima amministrazione.
Piero Meaglia.


2 commenti:

Frediano Dutto. ha detto...

L'analisi di Piero sugli ultimi fatti del centrosinistra chivassese è in parte condivisibile. Sulle critiche alla sinistrra (prc/federazione della sinsistra e sinistra & libetà), invece sarebbe meglio puntualizzare alcuni aspetti non secondari. Piero, che fino all'anno scorso è stato un iscritto a rifondazione comunista, sa bene che ci sono delle marcate differenze di impostazione politica fra noi (la sinistra) ed il Pd.
Differenze che, a livello locale, stanno sostanzialmente nel nostro impegno sul territorio sulle numerose ed importanti questioni che anche Piero ricorda nella seconda parte del suo intervento. Questioni che non sempre hanno ricevuto il medesimo interessamento da parte del Pd. Cio' non toglie, pero', che, di fronte ad una scadenza amministrativa come la scelta di uno o piu' candidati a Sindaco, sia doveroso un dialogo con il Pd e le altre forze che, potenzialmente, potrebbero unisrsi per mandare a casa Matola e Fluttero. Personaggi che da tanti, troppi anni sgovernano la città, piu' per i demeriti del centrosinistra, che per meriti loro.
L'incontro presso la redazione del settimanale La Voce, a cui fa riferimento Piero agli inizi del suo intervento, è stato una occasione di possibile dialogo, non utilizzata dai dirigenti del locale Pd. Ma ritengo che questa non sia l'unica possibilità di dialogo. Per quanto interessante sarebbe potuta essere l'intervista con i responsabili del Pd, non credo che da quella sede sarebbero mutati i destini del centrosinistra chivassese... Quindi, se Piero desidera una risposta, al suo "Fino a quando il Prc si farà prendere in giro dal Pd", io rispondo che non ci sentiamo presi in giro proprio da nessuno! Le nostre proposte di programma sono state rese pubbliche circa un mese fa proprio su questo Blog, e Piero credo proprio che le abbia lette. Sono le stesse per cui fino a pochi mesi fa anche lui ha condiviso e per le quali con la determinatezza e lucidità che da sempre gli riconosco si è umilmente battuto.
Se poi nelle prossime settimane dovesse continuare l'inerzia che ha contagiato il Pd, noi, nel nostro piccolo, ne trarremo le conseguenze, consci comunque di essere utili per un progetto elettorale in grado di cacciare la destra da Palazzo Santa Chiara e di instaurare una nuova stagione politica basata prima di tutto sulla trasparenza amministrativa e sul rispetto di un programma amministrativo condiviso in grado di ridare un po' di speranza a questa città assassinata dal cemento.
Frediano Dutto.

Anonimo ha detto...

Dividere in due come una mela il bene e il male, ha l'innegabile pregio di semplificare il tutto ma purtroppo, spesso si traduce in una lettura sbagliata. Tutti noi che ci riconosciamo in quel popolo che sta a sinistra, viviamo un periodo storico particolarmente travagliato, nel quale non si riesce a trovare ancora una via di uscita. Lo strumento dei partiti pare essere spuntato, senza utilità, peggio ancora se parliamo del salvifico bipolarismo, ma altre soluzioni per ora non ci sono. Il Pd chivassese non è diverso da quello nazionale e soffre le stesse fatiche. Non è certamente sparando nel mucchio che risolviamo i nostri mali. Anche perchè ognuno dovrebbe guardarsi in casa propria per scoprire che di storture ce ne sono dappertutto. La perfezione non è di questo mondo. Gli esempi che cita Piero sono legati più alla cultura di un popolo che al mondo della politica, anche se in politica tutto si amplifica. La cultura della legalità e della giustizia e soprattutto della responsabilità purtroppo non si insegna a scuola e men che meno nei partiti. Comunque non è più ora di stare alla finestra, ognuno di noi deve scendere in strada per riprendere un percorso, non possiamo più delegare ad altri il nostro destino. Con fatica e con passione bisogna cercare di intrecciare le nostre storie, senza pregiudizi di steccato. Tutti noi conosciamo persone e idee stimabili nel Pd come nelle altre organizzazioni, facciamo dei ponti per farle emergere, non è questo il momento di affondare e di rompere i flebili legami che ancora ci sono. Spingiamo tutti per una sinistra unita alle prossime importanti elezioni comunali.
Fabrizio