In discussione in consiglio comunale l’interrogazione sulla revoca del Teatrino alla compagnia Teatro a canone...


CHIVASSO - Nella seduta del consiglio comunale di Chivasso di venerdì scorso è stata finalmente discussa l’interrogazione presentata due mesi fa dai consiglieri di minoranza, e con la quale essi chiedono le ragioni per cui il Sindaco Matola ha revocato all’inizio di settembre la concessione d’uso alla compagnia Teatro a canone. L’anteprima nazionale della rappresentazione dello spettacolo a «Ferro e fuoco. Vita e morte di Mara Cagol» era prevista il 9 settembre al Teatrino civico. La compagnia, non godendo del patrocinio del Comune, aveva già versato l’affitto del locale (400 euro), aveva ormai affrontato le spese di pubblicizzazione, e si attendeva un almeno parziale recupero delle spese grazie al biglietto d’ingresso di 7 euro. Lo spettacolo è il frutto di un anno di lavoro, di studio e di prove. La compagnia non è fatta di dilettanti che un bel mattino si sono svegliati con in testa Mara Cagol: è composta di professionisti già ricchi di una considerevole esperienza. Il curriculum del regista è costituito da una lunga lista di spettacoli, oltre 20, rappresentati nell’arco di oltre un ventennio. Negli ultimi anni la compagnia si è particolarmente dedicata al recupero di personaggi ed episodi della storia italiana, come Gobetti, Martinetti, Fenoglio, Don Milani, ecc.

Dunque, pochi giorni prima dell’anteprima chivassese il sindaco scrive una lettera alla compagnia con la quale comunica la revoca della concessione d’uso del Teatrino per tutelare imprecisati valori come «dignità e morale pubblica… sentimenti e interessi collettivi», con una ispirazione da “Comune etico”, ma senza citare alcuna norma a fondamento del provvedimento. Subito dopo il funzionario comunale competente mette una toppa con una nuova lettere nella quale giustifica il provvedimento con il pericolo di turbamenti dell’ordine pubblico, questa volta citando un preciso articolo del regolamento del Teatrino. Ora, con la loro interrogazione i consiglieri di minoranza chiedevano al sindaco se egli avesse ricevuto nei giorni precedenti la rappresentazione delle informazioni circa il pericolo di eventuali turbamenti dell’ordine pubblico, tali da indurlo a revocare la concessione, e quali fossero queste informazioni. Il sindaco non ha affatto risposto al quesito, e si è invece dilungato in argomenti non pertinenti e contraddittori. E’ il comportamento usuale dell’Amministrazione chivassese: non rispondere nel merito. Vedi alla voce scantonare, svicolare, omettere, menare il can per l’aia. Questo è il punto importante della discussione in consiglio: la mancata risposta all’interrogazione.

Tommaso LOCCHI.


2 commenti:

Anonimo ha detto...

P.S. Pronunciata da un uomo delle istituzioni, risulta abbastanza curiosa un’altra affermazione di Matola: il suo provvedimento di revoca ha fatto un favore alla compagnia teatrale, che così è diventata famosa. E’ vero! Basta che il potere ti maltratti e oplà i giornali ne parlano e diventi famoso. E funziona! Pensate a Giordano Bruno quanta notorietà ha ricavato dal rogo: se ne parla ancora adesso.

Giovanni Lamiera ha detto...

Giordano Bruno? E' il fondatore della Fondazione 900, quel giovanotto che lavorava al mixer alla Blue Room con Fasolo?
Giovanni Lamiera