UN SECCO NO ALL'EUROPA DI BUROCRATI E BANCHIERI...

Solamente il 43% dei cittadini europei si è recato alle urne per eleggere i parlamentari che prenderanno la via di Bruxelles per trascorrervi 5 anni di vacanza lautamente remunerata a spese dei contribuenti. Si tratta del gradino più basso sul percorso di un’Europa che dalle prime elezioni del 1979, quando a votare furono il 62% degli aventi diritto, ha continuato a percorrere una drammatica parabola discendente lunga 30 anni, perdendo progressivamente la considerazione ed il consenso dei propri cittadini.
Se il 57% degli europei ha ritenuto giusto bocciare l’Europa del trattato di Lisbona e della Bolkenstein, del succo di arancia senza arance e delle quote latte, dominata dalla BCE e dalla burocrazia, semplicemente disertando le urne, anche fra coloro che si sono recati a votare non è mancato lo scetticismo. Una parte cospicua dei 736 parlamentari che si recheranno a Bruxelles appartiene infatti a formazioni politiche euroscettiche, o comunque fortemente critiche nei confronti del percorso fino ad oggi intrapreso dalla UE. Formazioni politiche che in molti paesi hanno incrementato il proprio peso ottenendo successi anche considerevoli.

Da segnalare anche gli ottimi risultati ottenuti in alcuni paesi (Francia e Danimarca su tutti) dai partiti ambientalisti, ...
... inspiegabilmente scomparsi in Italia e l’exploit in Svezia del “partito dei Pirati” che aspira ad ottenere il libero scambio di file in rete ed ha ottenuto il 7,1% dei consensi conquistando un seggio a Bruxelles.

Giornalisti, mestieranti della politica e affabulatori di mestiere, costretti per una notte a disertare le feste private ed i localini per vip, continuano ad effondersi in dotte elucubrazioni concernenti la vittoria in Europa dei partiti di centrodestra a spese di quelli del centrosinistra. Il tutto rendendoci edotti del fatto che nel nuovo parlamento con tutta probabilità il gruppo dei popolari conquisterà 270 seggi, mentre i socialisti scenderanno a 170. Neppure un cenno riguardo al fatto che le scelte e le politiche portate avanti fino ad oggi da entrambi i principali gruppi del parlamento europeo si sono dimostrate totalmente fallimentari, fino al punto di renderli espressione di un’Europa che non c’è più se non sulla carta. Neppure un tentativo di portare qualche riflessione in merito al fatto che almeno 6 cittadini su 10 hanno ormai sonoramente bocciato questo modello di UE ed aspirano a un’Europa profondamente differente che sappia essere espressione dei popoli che la compongono, tutelandone i diritti anziché annientarli. Solamente un marasma di frasi fatte, conglomerati senza costrutto di parole stantie e castelli di carta costruiti giocando sulla duttilità dei numeri, nel tentativo di veicolare il messaggio che anche se chi governerà risulta espressione della minoranza dei cittadini, in fondo va bene così e non occorre affatto porsi delle domande.

In Italia (che resta il paese dove si è votato di più anche se la percentuale dei votanti è scesa del 7%) la campagna elettorale incentrata esclusivamente sul gossip intorno alla persona di Berlusconi, non ha portato fortuna al Cavaliere ma neppure a Franceschini. Il PDL si è fermato infatti al 35% senza ottenere il plebiscito auspicato dal premier, ed il PD ha superato di poco il 26% (alcuni punti sotto al risultato di un anno fa) mettendo a rischio il futuro di un progetto politico che appare ogni giorno di più senza prospettive. La Lega di Bossi ha raddoppiato i voti ottenuti alle scorse europee, arrivando a superare il 10%, essendo riuscita ad intercettare il malessere diffuso conseguente al problema immigrazione, che negli altri paesi ha portato consensi ai partiti di estrema destra. Voti raddoppiati anche per l’IDV di Antonio Di Pietro, arrivato a sfiorare l’8%, grazie al fatto di essersi manifestato quale unico partito che in parlamento abbia espresso una qualche opposizione, all’appoggio di Beppe Grillo e alla scelta di alcuni candidati estremamente popolari, De Magistris su tutti.
Ennesima debacle invece per i due partiti della sinistra radicale, Rifondazione di Ferrero e SL di Nichi Vendola che hanno condotto un testa a testa sul filo del 3%, risultando alla fine entrambi estromessi dall’Europa. Sicuramente in seno alla sinistra sarà necessaria una lunga serie di riflessioni, ricordando che nel 2004 Rifondazione, Verdi e PDCI riuscirono ad ottenere ben 9 seggi all’europarlamento.
Marco CEDOLIN.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Leggo su Wikipedia le "prestazioni" di due dei nostri neo eletti piemontesi al parlamento europeo:

Vito Bonsignore (Bronte (CT), 3 luglio 1943) esponente PDL. Già componente della direzione centrale della Democrazia Cristiana, è stato consigliere comunale di Venaria Reale (TO), deputato alla Camera (dal 1987 al 1994), sottosegretario al Bilancio (dal 1992 al 1993), deputato del Parlamento europeo, eletto nel 2004 per la lista dell'UDC nella circoscrizione nord-ovest. Nel 2005 rimane coinvolto nello scandalo della Banca Antonveneta. È già stato condannato, con sentenza passata in giudicato, a 2 anni definitivi per tentata corruzione, appalto ospedale Asti.
Alberto Mario Zamorani, amministratore delegato di Metropolis, arrestato l'8 giugno 1992, ha raccontato alla procura di Torino, di una mazzetta di un centinaio di milioni pagata allora al sottosegretario andreottiano Bonsignore: consegnati in piazza Montecitorio, nascosti in una scatola di cioccolatini. Le indagini hanno scoperto come ci fosse un accordo per spartire una mazzetta da oltre 3 miliardi di lire (l'1.5% dell'appalto) tra il tesoriere nazionale della Democrazia Cristiana Severino Citaristi, anche egli condannato, Vito Bonsignore e l'esponente socialista Giusi La Ganga, che ha invece patteggiato le accuse.
Nel 2008 è risultato intestatario di un conto corrente con 5,5 milioni di euro in Liechtenstein, dopo che la lista di Italiani con conti correnti nel paradiso fiscale era stata acquisita dall'Agenzia delle Entrate.

Mario Borghezio (Torino, 3 dicembre 1947)militante nella Lega Nord, è stato consigliere comunale di Torino, deputato alla Camera dal 1992 al 2001, sottosegretario alla Giustizia nel 1994 durante il primo governo Berlusconi.
Prima di militare nella Lega Nord ha avuto esperienze sia nel movimento monarchico che negli ambienti dell'estrema destra extraparlamentare. Ha affermato di avere militato da giovane nel movimento Jeune Europe (movimento internazionale di ispirazione "nazionalrivoluzionaria" fondato da Jean Thiriart).
Nel 1993 è stato condannato a pagare una multa di 750.000 lire per violenza privata su un minore in relazione ad un episodio risalente al 1991, quando aveva trattenuto per un braccio un venditore ambulante marocchino, illegalmente in Italia, di 12 anni per consegnarlo ai carabinieri.
Nel luglio 2005 è stato anche condannato in via definitiva a due mesi e venti giorni di reclusione, commutati poi in una multa di 3.040 euro, perché responsabile dell'incendio, aggravato da finalità di discriminazione, appiccato ai pagliericci di alcuni immigrati che dormivano sotto un ponte a Torino nel luglio 2000.
Nel 2009 è apparso in una videoinchiesta di Canal+ dal titolo Europe: ascenseur pour les fachos (Europa: ascensore per i fascisti). Invitato nella sua veste di parlamentare europeo della Lega Nord ad un "incontro di formazione" del movimento regionalista identitario 'Nissa Rebela' (considerato di estrema destra dai media francesi), lo si nota al termine del suo accorato intervento mentre si ferma a parlare con alcune persone dando loro dei consigli per conquistare il potere gradualmente, penetrando nelle istituzioni, senza però essere etichettati come fascisti. L'operatore riesce ad avvicinare Borghezio, che testualmente dice ad alcuni militanti:
“Bisogna rientrare nelle amministrazioni dei piccoli comuni. Dovete insistere molto sull'aspetto regionalista del movimento. Ci sono delle buone maniere per non essere etichettati come fascisti nostalgici, ma come un nuovo movimento regionale, cattolico, eccetera, ma sotto sotto rimanere gli stessi.”

Qualcuno dice di non volere la Turchia in europa...se fossi un Europeo non ci vorrei gli italiani..
Il Piemontese Fabri