Che «voto» dovremmo dare ai dirigenti e professori del Liceo Newton che hanno approvato l’attribuzione del 5 in condotta agli studenti autori della protesta contro il Decreto Gelmini? Che voto meritano insegnanti che hanno inflitto sanzioni più gravi di quelle previste dal decreto del ministro e non hanno seguito le procedure imposte dal regolamento del loro stesso istituto? Non se ne sono accorti? Oppure se ne sono accorti e sono andati avanti lo stesso?
Il Decreto Gelmini stabilisce che il 5 in condotta può venire assegnato solo agli studenti che siano stati sospesi dalle lezioni «per periodi superiori a quindici giorni» (articolo 4, punto 1). Invece gli studenti del Newton hanno ricevuto il 5 in condotta pur non avevano subito sospensioni. In questo modo i docenti hanno eluso il Decreto Gelmini e lo hanno superato in severità. E’ vero che le lettere inviate alle famiglie dal dirigente scolastico sono anteriori al decreto, anche se di un solo giorno: il decreto è stato infatti firmato il 15 gennaio, le lettere del dirigente sono del 16. Ma una bozza del decreto compariva da tempo sul sito web del Ministero, e in quella versione conteneva già, sul voto di condotta, le stesse disposizioni del testo definitivo. Il dirigente scolastico e i docenti che nei consigli di classe hanno approvato il 5 non se ne sono accorti? Mezza Italia lo sapeva, loro no? Quale voto di condotta meriterebbero per essere tanto «distratti» a scuola?
Oltre al Decreto Gelmini anche il regolamento d’istituto è stato eluso, almeno per quanto riguarda le norme di procedura. Il regolamento è scaricabile dal sito web del Newton. Gli articoli che ci riguardano sono il 23 (Norme e sanzioni disciplinari) e il 24 (Ricorsi e Organo di garanzia). In base all’art. 23 «nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni». Con una aggiunta due pagine dopo: «…in contraddittorio con l’organo chiamato ad accertare il fatto e le responsabilità». Se le parole hanno un senso, gli studenti ora colpiti con il 5 in condotta avrebbero dovuto ricevere in precedenza una lettera con l’avviso che erano sottoposti ad accertamenti (da qualcuno) e con l’invito a presentarsi (a qualcuno) ad esporre le proprie ragioni. Questa lettera esiste? Se non esiste, i docenti che hanno comminato la sanzione disciplinare sono sicuri di avere rispettato il regolamento? Parlo appositamente di «sanzioni disciplinari» perché la lettera con cui il dirigente scolastico comunica alle famiglie l’attribuzione del cinque reca come «oggetto: lettera di ammonizione». E la «ammonizione scritta con comunicazione ai genitori» è appunto una delle sanzioni disciplinari contemplate dal regolamento: vedi alla lettera “c” nell’elenco delle infrazioni e delle relative sanzioni (art. 23). Insomma, dobbiamo concludere che i docenti – quelli che hanno voluto il cinque - hanno violato le norme del regolamento d’istituto? In tal caso, che voto in condotta attribuiranno a se stessi?
Comunque, ora gli studenti, in base all’art. 24, hanno il diritto di presentare ricorso all’Organo di garanzia dell’istituto. Ma il ricorso è ammesso «solo per questioni di legittimità e non di merito». Che cosa vuol dire? Che cosa intende il regolamento con queste parole? Lasciamo per un’altra volta la questione della legittimità: qui bisognerebbe almeno fare la distinzione «di scuola» tra legalità e legittimità. Ne riparleremo. Ora mi limito a chiedere: cosa significa che non è ammesso il ricorso per questioni «di merito»? Che davanti all’Organo di garanzia lo studente può addurre questioni di forma ma non ha il diritto di entrare nel merito delle accuse? Che non ha il diritto di dire: no, non ho commesso le infrazioni per cui sono stato sanzionato? Sarebbe un ben strano processo, nel quale l’accusato non ha il diritto di respingere l’accusa. E sarebbe un curioso Organo di garanzia, ben poco garantista, a cui sarebbe inutile appellarsi. Il significato di quelle parole deve essere un altro: ma quale? Chiudo con una considerazione di semplice buon senso. Fanno parte dell’Organo di garanzia il dirigente scolastico (cioè il preside), due docenti, due studenti, un genitore, un rappresentante A.T.A. E’ probabile che uno studente di 15, 16, 17 anni si trovi intimidito di fronte ad una simile corte di giustizia. Non sarebbe ragionevole concedergli il diritto di farsi assistere da un adulto? Qualcosa di simile ad un avvocato difensore: una figura che nella patria del diritto non dovrebbe risultare ignota agli estensori del regolamento.
Piero Meaglia.
5 commenti:
sono servi!!!!!! dik
I signori professori del Liceo Newton, sono troppo impegnati nelle mille e piu' attivita' culturali presenti nella nostra amata citta' di Chivasso, non hanno tempo di vedere che succede nella loro scuola e fare bene il loro lavoro.
Che schifo! Che vergogna!
Il Newton non e' un fiore all'occhiello della assessora Pentenero?
Mamma mia che situazione imbarazzante (solo per non usare parolacce).
ma quando tornano finalmente di moda i meravigliosi ANNI 70? Si proprio quelli, dove la gente, in special modo i giovani, pensavano con la loro testa e sopratutto avevano ancora qualche straccio di sogno o di ideale. Non gli anni 70 del terrorismo: lor signori spesso confondono ad arte quegli anni, dicendo che negli anni 70 vinceva solo la violenza: niente di + falso!
E che dire dei professorini che in quegli anni erano giovani ( e compagni...). che cosa hanno fatto in questa occasione al Liceo di Chivasso? Si saranno minimamente opposti-e a questi voti repressivi? Qualcuno dice di no: ma allora siete proprio diventati VECCHI E BACUCCHI!!! Oppure avete venduto anche voi l'anima al diavolo berlusconiano. Sapete che vi dico: ATTENZIONE AL REVIVAL: SARANNO CAZZI VOSSTRI!!!
Claudio Rocchi.
i professori del newton sono una banda di cagasotto che si fanno comandare a bacchetta dalla preside del liceo (una delle persone più maleducate e ignoranti che io conosca ). Quest'ultima ha anche dimostrato più volte di propendere verso la vendetta bambinesca. Quella appunto da "dolcetto scherzetto". Inoltre sono stati i professori i primi a trarre beneficio dalla protesta. Con questo loro gesto di approvare il 5 in condotta, anche contro la legge, dimostrano di essere i caproni che sono.
Per quanto riguarda i ragazzi intervistati dalla periferia
(28-01-09 pag.11 ) devo ricordare loro che non sono dei pentiti di mafia che temono per la loro incolumità. é stato un gesto davvero da poverini quello di farsi fotografare di spalle e non dichiarare i loro nomi. Hanno forse paura delle loro opinioni? Se ne vergognano? Beh, forse dovrebbero vergonarsene... Sono dei servetti senza idee. Che dirgli, però, è questa l'educazione che ricevono al liceo newton. Infatti viene qui punita ogni forma di autonomia... il 5 in condotta è solo l'ultimo degli inviti che dicono: fate i buoni. non pensate, studiate a memoria che va bene lo stesso.
Per avere dieci in condotta, forse bisogna essere delle amebe senza iniziativa...
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