Elogio della toppa (sul sedere)...

CHIVASSO - E’ uscito il libro di Edmondo Berselli, Sinistrati. Storia sentimentale di una catastrofe politica, Mondadori 2008. Presentandolo in Tv Corrado Augias ha fatto notare che sulla copertina è raffigurata una pezza, una toppa, mal cucita su qualche indumento, un pantalone, una maglia: rappresenterebbe la condizione miserabile in cui si trovano oggi gli elettori e i militanti di sinistra, metaforicamente ridotti a poveri straccioni politici, «spintonati ai margini di una società cattiva». Una sinistra con le pezze al culo. Eh, no! Non ci sto! Chi ha assistito alla conferenza chivassese di Maurizio Pallante ha già capito cosa voglio dire. Chi gira con le toppe sugli abiti non è un poveraccio: è un cittadino virtuoso ed esemplare, che ha imparato a non buttare gli abiti consumati, a ripararli e a riusarli. Quando gli oggetti che adoperiamo si guastano o sono usurati, li gettiamo nei rifiuti e li ricompriamo nuovi, anche perché non si trovano i pezzi di ricambio, e se si trovano costano come il prodotto nuovo. Ma questo comportamento produce due autentiche «catastrofi», per usare una parola del sottotitolo: a valle, si accumula una maggior quantità di rifiuti che ammorbano l’ambiente; a monte, la riproduzione dell’intero oggetto, invece del pezzo di ricambio, richiede un maggior consumo di materie prime e di energia, sempre più scarse e costose. Il discorso vale anche per gli abiti. I Have a Dream, pure io, nel mio piccolo: vorrei vedere sempre più cittadini con le toppe sui pantaloni, sulle maglie, sulle cuffie, sui calzini, sperando che sotto siano rattoppate anche le mutande, i mutandoni, le canottiere, le magliette. Cittadini che si muovono in pubblico non vergognosi ma orgogliosi, perché sono membri della collettività saggi e virtuosi. Che hanno ricuperato l’antica virtù della sobrietà. La pezza sul sedere deve diventare un must: no toppa no party. Vorrei che il locale Circolo del Buon governo desse il buon esempio lanciando gli «aperitivi della pezza»: gli aderenti più facoltosi si tolgono l’abito nuovo, lo regalano ai poveri, e al suo posto indossano i pantalonacci vecchi da giardino. Vorrei che Mario Fatibene convincesse il nuovo Obama Circle del Partito democratico a celebrare i «meeting della scarpa risuolata»: una cerimonia in cui i compagni meglio sistemati, da Centin a Pentenero, regalano le scarpe nuove agli indigenti e si infilano vecchie scarpacce ricucite. Vorrei che, ad uno dei suoi tanti pranzi di rappresentanza, il sindaco Matola si togliesse la giacca lasciando apparire una maglia con le pezze ai gomiti. Vorrei che il facoltoso assessore Scoppettone esibisse orgogliosamente calzini rattoppati. Ma mi accontenterei che tutti i consiglieri comunali, invece di aumentarsi il soldo, si presentassero in aula con i cappottoni del nonno, o troppo stretti, o troppo larghi, o troppo lunghi. Apparirebbero non dei poveracci, ma degli austeri statisti, con la sobria dignità dei Costituenti del 1946-47. Mettere le toppe assomiglia a fare di nuovo manutenzione nei servizi: non crederebbero ai loro occhi i pendolari delle ferrovie, gli studenti delle scuole, e gli abitanti di Stradale Torino dopo il semaforo per Montanaro. Chissà, forse solo alla sinistra non basterà mettersi delle toppe...

Primo Carnera.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

beh la politica della toppa contro la politica della topa! (carfagna docet) la lotta sembra impari, anche se il post è molto bello!

saturnino

Anonimo ha detto...

Ma Lei signor Primo lo sa che è proprio un bel satiro? Peccato che i chivassesi non meritino delle penne cosi' aguzze e intelligenti; anche nel 3° millenio pare che la satira non sia bene accettata dai politici di tutte le speci, anche della specie delle facce di tolla tipiche di Chivasso... prova ne sia l'incazzatura derivata da un paio di politici della maggioranza che hanno sfogato le loro repressioni sui giornalini locali dopo avere letto un pezzo satirico proprio su questo sito del Paolo Ottelli... "Troppo scarsi" mi pare si dicesse in quel post che ha fatto incazzare i due politici, e non troppo diversi pure quelli menzionati nel suo bel post, esimio signori Primo. Comunque complimenti e, mi raccomando, non si molli mai la rotta della satira preventiva!
Achille T.

Anonimo ha detto...

Caro Signor Achille,
ciò che ho scritto riguarda la “questione ambientale”. Ma credo che i problemi ambientali, gravissimi, non si potranno risolvere se non affrontiamo anche la “questione morale” (a questo proposito la rimando all’articolo Caste e castine, in questo blog nella rubrica Rosso relativo). Per la ragione che, a mio parere, questa classe politica, non tutta, ma in maggioranza, funge da tappo a qualsiasi soluzione vera dei problemi, sia della questione sociale sia di quella ambientale. Non è in grado né di realizzare la decrescita, ma nemmeno la crescita. Se non se ne liberano, gli ambientalisti non otterranno apprezzabili risultati. Per questo temo che anche gli ambientalisti dovranno adattarsi a svolgere un ruolo che non è il loro, quello degli “anticasta”, per usare un termine di moda che molti non amano.
Abbiamo di solito molto aiuto da una piccola porzione della classe politica, quella, per intenderci, che costituì la Sinistra arcobaleno. Fatto questo doveroso riconoscimento, sarei dell’idea di esigere d’ora in poi da tutti coloro che ci chiederanno il voto di farci leggere il curriculum: completo il più possibile, con le cariche elettive ma anche quelle di sottogoverno eventualmente occupate, e con quelle di sottogoverno che hanno contribuito ad assegnare o che hanno semplicemente finto di non vedere, o con i rapporti che come privati hanno intrattenuto con le amministrazione, leggi clientele. Magari per motivi comprensibili e condivisibili: per non far cadere una giunta di centrosinistra, per non consegnare un governo locale alla destra. Comunque sia, niente più candidati a scatola chiusa, che ci chiedono il voto e di fare la campagna elettorale pancia a terra. Niente più “sulla fiducia”. Niente solo più perché sono i candidati “del partito”. Niente più “perché altrimenti vince la destra”. Prima di spendere soldi e fatica, vogliamo vedere le radiografie. Magari con le primarie: ma anche i candidati alle primarie si presentino dicendoci TUTTO della loro carriera. Il discorso sulla classe politica sarebbe lungo, ma per ora mi fermo qui. Spero che proseguiremo.
primo carnera