
SUSA - Ieri è stato l'anniversario di quello scontro violento e un corteo ha attraversato le vie di Susa per ricordare che anche se il tempo passa l'idea rimane sempre uguale: no Tav, punto e basta. «Il supertreno è più lontano che mai - dice il sindaco di Bussoleno Beppe Joannas - per il semplice fatto che non ci sono i soldi. Certo le lobbie del partito trasversale degli affari non mollano la preda ma ora siamo tranquilli. La valle non è spaventata nemmeno dalla defezione di tanti ex militanti istituzionali che non sono più presenti». Ruvida chiosa per sottolineare l'assenza dei vari vip che in questi tre mesi sono passati da NoTav a Come Tav. Ci sono solo tre fasce tricolori a sfilare e nemmeno in testa al corteo. Ferrentino non c'è, offeso perché la sua proposta "Fare" il movimento la giudica un cavallo di Troia per far passare l'opera, e non già quello che molto più probabilmente è: il capolavoro della perdita di tempo, della filosofia del «campa cavallo che l'erba cresce». Il corteo è aperto da uno striscione eclatante: No Tav, No Fare. Dietro almeno 20mila persone, cinque chilometri di militanti. Alla fine saranno trentamila.
Tutto si è svolto ovviamente in maniera pacifica. Un corteo prettamente locale anche se qualche No dal Molin è presente. Partenza nel primo pomeriggio in segno di rispetto per le commemorazioni che si sono svolte al mattino a Torino per la ThyssenKrupp. Coincidenza che ha dato modo a diverse persone di passare una giornata intera in strada a manifestare. Il solito vento gelido ha tirato senza tregua ma non è stato un gran problema. Sono i soliti volti di tre, cinque, dieci, quindici anni fa, ma c'è anche gente nuova. Loretta è alla sua prima manifestazione in valle insieme a due amici, pure novizi. E' impressionante: il tempo non ha piegato queste persone che si pongono rispetto alla politica in maniera spiazzante. Così tanto che la Val Susa starebbe per diventare il laboratorio di un mega inciucio: l'unione tra Pd e Pdl qualora il movimento No Tav presentasse delle liste proprie alle prossime elezioni locali. Si vedrà. Per il momento la situazione è serena e non turbano nemmeno gli "spiccioli" che la Comunità europea ha destinato due giorni fa al corridoio cinque. il parlamentare europeo Vittorio Agnoletto, unico politico presente, timbra come truffa il riconoscimento di questo denaro: «Manca la valutazione d'impatto ambientale ed anche il progetto del tracciato. Presenterò ricorso. Comunque i soldi stanziati sono irrisori». Il corteo si è sciolto verso le 6 del pomeriggio, dopo i comizi che hanno ribadito la stessa cosa: di qua non passeranno, e da nessuna altra parte nemmeno fra cento anni. Oggi alle 17 si svolgerà una assemblea popolare dei comitati NoTav e domani sarà la volta di un dibattito sul parallelo tra quanto accaduto a Venaus nel 2005 e quanto successo a Genova nel 2001.
di Maurizio Pagliassotti, per Liberazione.
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