L'etica vale più di un cavo telefonico...caro Senatore...

Mi trovo in vacanza in una piccola località balneare toscana. Quasi tutti i giorni compro uno o due quotidiani alla piccola edicola del paese. Un giorno Il Manifesto e La Repubblica, un giorno Liberazione, un altro Tuttosport; sabato compro La Stampa e cosa ti trovo? Un articolo che mi riporta, pur controvoglia, alla realtà chivassese: “Il bar del Senatore non paga l’affitto”. Già conoscevo abbastanza la questione, ma il fatto che se ne parli a tutta pagina anche nella edizione nazionale della “Bùsiarda”, a qualche centinaio di km dall’ombelico chivassese, mi colpisce in modo particolare. Ma come, penso, il buon ex sindaco di Chivasso, quello che ancora un po’ ricostruiva da solo il ponte sul Po con tanto di pala e cazzuola dopo l’alluvione del 94 (causata dagli ambientalisti brutti sporchi & cattivi), adesso scivola sulla classica buccia di banana e si fa delle gran figure di merda con tanto di contorno nazionale, isole comprese?Ma come è possibile: chi gli avrà lanciato il pugnale alle spalle?Chiunque sia stato, poco importa: ormai il dado è tratto e mi passano subito per la mente casi analoghi della recente storia politica chivassese, accaduti ormai una quindicina d’anni fa, ai bei tempi della odiata-amata Prima Repubblica. All’epoca però la gente si indignava in modo diverso, di fronte a fatti comunque diversi da quello che hanno coinvolto il senatore Fluttero, ma che que in comune avevano la estrema disinvoltura con la quale gli amministratori locali si destreggiavano nel confondere affari privati con la gestione politica della cosa pubblica. E c’era, una quindicina d’anni fa, una sensibilità collettiva diversa di fronte questi fatti. Sensibilità che contribuì, nel bene e nel male, al ricambio della classe politica un po’ a tutti i livelli, spazzando via interi partiti abituati da decenni a gestire il potere in tutti i gangli della società italiana. Di tutto cio’, statene certi, non succederà niente. Probabilmente il caso si sgonfierà prima del previsto: all’opinione pubblica queste cose interessano sempre di meno, le elezioni del resto sono vissute alla stregua di un mediocre programma televisivo e la politica non appassiona quasi piu’ nessuno. Chissenefrega se per gli uomini delle istituzioni le regole valgono in modo diverso da chi è fuori da certi ambienti: del resto una sempre maggior fetta di cittadini-sudditi è ormai convinta che i politici sono alla spasmodica ricerca della fatidica poltrona solo ed esclusivamente per fare affari. E come si puo’ dar torto a questi atteggiamenti remissivi quando si legge che “Fluttero e soci non vogliono pagare il debito di 50.000 euro con il Comune perché sostengono di essere stati danneggiati dal suo comportamento…” E per “comportamento” scorretto si intenderebbe un presunto danno subito dalla società Movicentro perché il Comune di Chivasso (che affidò per l’appunto alla società del Senatore un’appetibile area commerciale vicino alla stazione FS a seguito di una gara pubblica nel marzo del 2006), avrebbe intralciato il passaggio di cavi Telecom nell’area stessa, causando quindi un danno economico alla società del Senatore, nonché ex-sindaco chivassese.Questi i fatti: troppo poco per ribadire che gli amministratori pubblici dovrebbero muoversi con un’attenzione particolare all’etica? Ma questa parola, nel 2008, ha ancora un significato compiuto? Lo chiedo direttamente al senatore Fluttero, con la richiesta parallela di togliere il disturbo, almeno dallo scranno del consiglio comunale chivassese, oppure, scelga lui, dalla società Movicentro (già ribattezzata nel frattempo Movidestra…).
F.D.

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