Un ritorno in grande stile...



Centrali nucleari: ecco i sei siti tra i quali scegliere 3 localizzazioni nel nord. Radio popolare stamattina ha diffuso la notizia.


7 giugno a Milano, manifestazione nazionale
"In marcia per il clima": sarà l'occasione per il primo coordinamento. Uno striscione già in preparazione:
"+ efficienza e solare, che c'azzecca il nucleare".


Sabato il quotidiano Repubblica raccontava del piano predisposto dall'Enel per il nuovo governo sul rilancio del nucleare, quello stesso che ha dato l'opportunità al Ministro Claudio Scajola di lanciare la proposta di sei centrali nucleari da 1.500 MW ciascuna entro 5 anni. L'Enel assicura che non si sono ipotizzati i luoghi dove costruirle e il governo si limita a spiegare che 3 centrali saranno al Nord, 2 in Centro Italia e 1 al Sud. In Puglia è già rivolta, il Presidente Galan già timidamente candida Porto Tolle sul delta del Po. Stanno girando insistenti molte altre voci.
Forse il "piano segreto" dell'Enel sulle localizzazioni possibili per le centrali si sta scrivendo davvero.E la prima notizia è che non riguarderà solo l'Enel. Si prepara un nucleare ben lottizzato tra i principali produttori elettrici ovviamente garantito dal governo con i soldi pubblici!

Radio Popolare riprende voci ben informate, già citate nei giorni scorsi da
Jacopo Giliberto su Il Sole 24 ore di qualche giorno fa. Ecco le proposte:

- Chivasso (Torino) di Edipower.

- Tavazzano (Lodi) di Endesa (ma prossimamente passerà alla tedesca Eon).

- Caorso (Piacenza) affidata a Sogim per lo smantellamento, ma con
l'ipotesi di essere ceduta a A2A (la nuova azienda costituita da Aem
di Milano e Asm di Brescia).

- Ostiglia (Mantova) di Endesa.

- Sermide (Mantova) di Edipower.

Sono tutte centrali esistenti. La ricerca parte infatti dalla necessità di superare rapidamente le difficoltà che certamente le amministrazioni comunali (ma anche le Regioni) potrebbero opporre a nuove localizzazioni. Tutti i siti scelti sono infatti "servitù" di centrale. Sono in prossimità di dorsali elettriche ad alta tensione e a pochi chilometri da importanti bacini di domanda elettrica: una domanda elettrica non solo generata dalle famiglie, ma soprattutto dalle industrie a ciclo continuo e dai servizi che garantiscono una importante domanda notturna. Tipico della produzione costante di energia della centrali nucleari che non possono certo "spegnersi" tutte le notti.
Sono tutte centrali lungo un importante corso d'acqua. L'acqua di raffreddamento è un fattore critico per queste grandi centrali, soprattutto a causa dello loro scarso rendimento (più del 60% del calore generato va disperso). Si spera che il Po nel mantovano abbia una portata sufficiente: altrimenti si dovrà ricorrere a torri di raffreddamento, molto impattanti per il paesaggio e capaci di alterare il microclima locale. Senz'altro l'acqua non è sufficiente nel canale Muzza e nell'Adda a Tavazzano, e a Chivasso. Ma, a ben vedere, dopo le frequenti estati secche, anche il Po non è messo bene, tanto è vero che hanno dovuto limitare la produzione le centrali esistenti, compresa la stessa Porto Tolle sulla foce del grande fiume.

Poi c'è da fare i conti con l'accettabilità sociale. Sono messe male Chivasso e Tavazzano, a 22 Km da Torino la prima e a 27 Km da Milano la sconda. E' messa peggio Ostiglia, dove per metterci una centrale nucleare in riva al Po si dovrebbe trasferire l'intero comune. Ma anche il comune di Caorso, che da anni lotta per liberarsi delle barre di combustibile (che finalmente sistanno trasferendo all'estero) e le scorie di una vecchia centrale che ha funzionato male e a singhiozzo per 5 o 6 anni, non sarà certo contento di un ritorno del nucleare.
Resta l'assurdo di una "italietta" spaccona e arrogante che non sa stare al mondo. Mentre il mondo (ONU nelle Conferenza sui Cambiamenti Climati, gli scienziati che con Al Gore hanno appena ricevuto il Nobel) si sta facendo strada la necessità di promuove l'effcienza energetica e le energie rinnovabili, noi in controtendenza con tutto il mondo occidentale, decidiamo di tornare a fare centrali nucleari. Come i cinesi (nonostante il terremoto che ha messo a rischio i loro impianti), come gli indiani, i pakistani e gli iraniani (che vogliono la bomba).

Anche Tremonti fa il furbo: il nucleare lo vuol fare in Albania. Torniamo alle colonie!
Anche contro questa italietta scendiamo in piazza il 7 giugno, una manifestazione già prevista, una manifestazione che resta soprattutto contro i cambiamenti climatici: "In marcia per il clima". Saremo in piazza in un centinaio di associazioni, con tecnologie innovative e rinnovabili, ma anche con un grande striscione: "+ efficienze e solare, che c'azzecca il nucleare?"
Sarà l'occasione per riunirsi e cominciare a coordinarsi, contro le politiche dei Signori dell'energia e decisioni di governo ideologiche e superficiali.

Andrea Poggio
vicedirettore generale Legambiente onlus.

2 commenti:

Centro Otelli ha detto...

non x campanilismo becero, ma credo che la proposta di Chivasso sia fuori luogo, una indiscrezione sbagliata. Infatti l'attuale centrale Edipower è stata da pochissimi anni ristrutturata con alimentazione a metano, non credo che sia conveniente una nuova riconversione a nucleare, non so neanche se tecnicamente sia possibile, e se si' vantaggioso.
Arfio

CaloRE ha detto...

Non credo ci siano "ragionamenti" di tipo logico dietro alle scelte del nucleare da fissione. Il "fare business" è la "logica" quindi la riconversione di una centrale ristrutturata rientra in questa fottutissima logica. Spendo soldi pubblici per ristrutturarla e li ri-spendo per convertila.. più business di cosi si muore!?!