Le balle atomiche di Scaloja...


"Non credo che Scajola non sappia che sta raccontando un sacco
di balle per giustificare la "storica" decisione di abbattere il tabu'
del nucleare" nel nostro paese per portarlo finalmente (!) al livello
tecnologico e produttivo dei paesi piu' avanzati dell'Occidente.
Sa benissimo in primo luogo che, proprio in questi paesi (Stati
Uniti ed Europa) di centrali nucleari non se ne costruiscono piu'
dagli anni Settanta (la Finlandia ne ha una incostruzione che ha
gia' sforato il costo previsto del 35%) perche' costanotroppo e
dunque sa che non e' vero che l'energia prodotta in questo modo
costa meno di quella proveniente da altre fonti.
In secondo luogo Scajola sa benissimo che gioca sulle parole
quando parla, per tranquillizzare l'opinione pubblica sui problemi
della sicurezza e delle scorie, di centrali "dell'ultima generazione"
da iniziare a realizzare entro cinque anni, facendo surrettiziamente
pensare che si trattera' di centrali all'avanguardia su queste
questioni. In realta', si tratta delle centrali "di terza generazione"
disponibili oggi, che non contengono nessunsostanziale passo
avanti in termini di sicurezza e di quantita' e qualita'
di scorie prodotte rispetto a quelle che oggi l'Europa sta gia' in parte
smantellando,mentre quelle "di quarta generazione" che dovrebbero
incorporare importanti innovazioni su queste questioni dovrebbero
essere disponibili soltanto, e forse, fra 25 anni.
Infine Scajola sa benissimo che il contributo dell'energia nucleare alla
riduzione dell'emissione di CO2 in tutto il mondo andra' addirittura
diminuendo nel futuro. E inparticolare che quello che potrebbero fornire
le centrali nucleari darealizzare in Italia - dato e non concesso che tutti i
problemi di individuazione dei siti, di realizzazione di misure di sicurezza
e distoccaggio delle scorie possano essere risolti a colpi di bacchetta
magica - sarebbe assolutamente irrisoria.
Non e' un caso che l'Europa (con l'obiettivo del 20% di solare e di eolico
nel 2020) escluda il nucleare come possibile contributo.
E, proprio su questo tema, Scajola sa benissimo che gli investimenti in
centrali nucleari faranno abortire miseramente ogni speranza di raggiungere
l'obiettivo europeo, ostacolando il decollo dell'industria del nostro paese
nelle tecnologie energetiche dell'avvenire: il solare, l'eolico e
soprattutto il risparmio energetico. Perderemo dunque la speranza non dico
di competere, ma di rincorrere la Germania, che e' all'avanguardia per il
solare (ma non eravamo noi il "paese del sole"?) e la Spagna che e' in
testa alla classifica nello sviluppo dell'eolico. Perderemo soprattutto
anche questa occasione per sostituire il miraggio, peraltro
anacronistico, di uno sviluppo industriale fondato sul modello
novecentesco dell'industria pesante e centralizzata, con uno sviluppo
economico centrato sulle tecnologie "morbide" e sulla soft economy
diffusa sul territorio. Bisogna dunque domandarsi che cosa c'e' dietro
questo colossale battage pubblicitario che improvvisamente esplode,
coinvolgendo la politica (con preoccupanti contributi anche
dell'opposizione), il mondo della produzione con in testa la nuova
Confindustria della Marcegaglia, e, naturalmente, il
coro pressoche' unanime dei media.
Non sono un esperto delle multidecennali faccende
piu' o meno pulite dei protagonisti del capitalismo nostrano,
che si e' sempre ingrassato mettendo le mani - per usare uno slogan
spudoratamente usato da uno dei maggiori esperti in materia - nelle
tasche dei cittadini, ma non posso non rilevare collegamenti
impressionanti tra questa operazione e alcuni episodi clamorosi
di promesse mancate, di incompetenze clamorose, di colossali
appropriazioni indebite di denaro pubblico.
Il ruolo dell' Impregilo, nello scandalo della "monnezza" in Campania
ne e' un recente esempio paradigmatico, ma i precedenti di imprese
del genere sono numerosi. Non sara' che anche in questo caso tutto
si ridurra' a un altro progetto faraonico (una strana coincidenza con
il rilancio del ponte sullo Stretto di Messina) finalizzato soltanto a far
intascare miliardi di euro ai soliti noti (e ai loro amici)?
Marcello CINI - Legambiente.

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